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SEMANTICA

[10.1] indici, topologie del gergo settario

Carl Schmitt

Amico-Nemico

Sul Concetto della Politica [1932]

Teologia politica [1933]

  • In questa pagina l' invito alla lettura di una polarita' e contraddizione che Schmitt pone a riferimento di identita' e relazioni di Popolo, Stato , Partito.
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  • Amico-Nemico.
  • Non concorrente , non competitore ,
  • Non piu' iscritto nella polarita' agonista-antagonista,
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  • Amico-Nemico.
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  • In altra pagina e' estratto un argomento di Carl Schmitt che puo' essere utilmente letto a sfondo e demistificazione di ricorrenti dispute sulla democrazia "diretta" , e in particolare sulla metafora eccentrica del "popolo della rete".

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  • Carl Schmitt fu teorico eminente della autonomia della ragione e prassi politica nella societa' di massa nella crisi del primo dopoguerra.
  • Fu architetto autentico della costituzione nazionalsocialista.
  • Il nazismo e' stato sconfitto.
  • I postulati centrali della rigorosa dissipazione schmittiana del liberalismo [proprio a partire da "Sovrano e' chi decide sullo stato di eccezione"] - e il suo stesso linguaggio - sono stati letteralmente ereditati dalle crisi del secondo dopoguerra.

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  • "Secondo l' uso linguistico odierno, lo Stato e' lo status politico di un popolo organizzato in un territorio determinato []
  • Anche le determinazioni concettuali generali di quel che si intende designare con la parola politico che non contengano altro che un riferimento od un rimando allo Stato, sono concepibili e quindi anche giustificate scientificamente in quanto lo Stato sia concepito come enita' nettamente e univocamente determinata, che stia di contro ai gruppi ed agli affari non statali, e percio' anche non politici, in quanto cioe' lo Stato determini esso solo cio' che e' politico.
  • Questo caso si verifica quando lo Stato, o, come nel XVIII secolo, non riconosce come antagonista alcuna Societa', o per lo meno, come in Germania durante il XIX e fino avanti nel XX secolo, sta', potere stabile e distinguibile,al di sopra della societa'.
  • Invece l' identificazione di statale e politico diventa falsa e ingannevole nella stessa misura che Stato e Societa' si compenetrano a vicenda, e tutti gli affari fino a quel momento statali interessano la societa', e viceversa tutti gli affari fino a quel momento considerati puramente sociali diventano statali, come avviene per forza in una comunita' organizzata democraticamente.
  • Allora tutti i campi fino a quel momento neutrali -Religione, Cultura, Educazione, Economia- cessano d' essere neutrali, nel senso di non essere non-statali, non-politici.
  • Come concetto polemico contro tali neutralizzazioni e spoliticizzazioni di importanti settori della realta', ci si presenta lo stato totale, identificante Stato e Societa', che non si disinteressa di nessun settore della realta', e che i potenza li abbraccia tutti.
  • In esso di conseguenza tutto, per lo meno virtualmente, e' politico, e il riferimento allo Stato non serve piu' a darci una specifica nota distintiva dell' elemento politico.
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  • Nemico non e' il concorrente o l' avversario in generale. Nemico non e' neppure l' antagonista nella gara sanguinosa dell "Agon".
  • Nemico e' meno che mai un qualsiasi avversario privato, che si odia e pel quale si nutrono sentimewnti di antipatia.
  • Nemico e' solo un gruppo di uomini che combatta per la propria esistenza, per lo meno eventualmente, cioe' secondo una reale eventualita', e che stia di fronte ad un altrettale aggruppamento.
  • Nemico e' solo il nemico pubblico, poiche' tutto cio' che si riferisca ad un tale aggruppamento totalitario di uomini, affermatosi nella lotta, e specialmente ad un intiero poplo, diventi per cio' stesso pubblico. Nemico e' hostis, non inimicus
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  • L' antitesi politica e' l' antitesi piu' intensiva ed estrema, ed ogni contrasto e' tanto piu' politico, quanto piu' si avvicina a poli estremi dell' aggruppamento amico-nemico.
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  • Se uno Stato mondiale abbracciasse tutto l' orbe terracqueo e tutta l' umanita', per cio' stesso questo Stato non costituirebbe piu' una unita' politica, e si potrebbe chiamare Stato ormai solo per modo di dire."
  • Carl Schmitt
  • Sul concetto della politica 1932
  • ed. it. in Principii politici del Nazionalsocialismo
  • a cura di Delio Cantimori
  • pp. 45, 46-47, 52, 83-84
  • Sansoni, Firenze, 1935
    • "Questa ultima fase della scienza giuspubblicistica tedesca e' caratterizzata dal fatto di essere rimasta debitrice della risposta di diritto pubblico al caso decisivo, e in particolare della risposta al conflitto costituzionale prussiano con Bismark e di conseguenza anche della risposta a tutti gli altri successivi casi decisivi.
    • Per sottrarsi ad ogni decisione di merito,essa conio', per tali casi, una massima che e' poi ricaduta su essa stessa e che puo' ormai valere da epigrafe : il diritto statale e' finito qui.
    • []
    • Sovrano e' chi decide sullo stato di eccezione."
    • Carl Schmitt
    • Teologia politica 1933
    • ed. it. in Le categorie del politico
    • a cura di Gianfranco Miglio
    • pp. 30-33
    • Il Mulino Bologna, 1972

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    . . . . . Mb inserito
    1932 . . Schmitt Sul Concetto della Politica . 7,4 03/03/2013
    . . . . a che scopo essere liberi ? . . .

    Correlazioni

    Nei processi di de-generazione del potere, il linguaggio politico degenera.

    Quando la tecnica di comunicazione politica reifica il consenso in audience , il linguaggio politico tende ad eclissare l' eufemismo e ad illuminare il disfemismo.

    . . . . . Mb inserito
    1382 . . Ibn Khaldun Al - Muqaddima, l' eclissi del potere in terza [o quarta] generazione . 3.2 07/12/2012
    2008 . . http://public.it Sluagh-ghairm, la parola definitiva . . .
    2009 . . De'_Paratesi Eufemismo e disfemismo nel linguaggio politico e nell' italiano di oggi . 0.2 21/12/2012

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    semantica
    public.it