.

SEMANTICA

[8.1] insonstenibilita' di un linguaggio [di un popolo] della rete

Carl Schmitt

A che scopo essere liberi ?

Sul Concetto della Politica [1932]

  • In questa pagina e' estratto un argomento di Carl Schmitt che puo' essere utilmente letto a sfondo e demistificazione di ricorrenti dispute sulla democrazia "diretta" , e in particolare sulla metafora eccentrica del "popolo della rete".
  • --
  • In altra pagina l' invito alla lettura di una polarita' e contraddizione che Schmitt pone a riferimento di identita' e relazioni di Popolo, Stato , Partito : Amico-Nemico.

---

  • Carl Schmitt fu teorico eminente della autonomia della ragione e prassi politica nella societa' di massa nella crisi del primo dopoguerra.
  • Fu architetto autentico della costituzione nazionalsocialista.
  • Il nazismo e' stato sconfitto.
  • I postulati centrali della rigorosa dissipazione schmittiana del liberalismo [proprio a partire da "Sovrano e' chi decide sullo stato di eccezione"] - e il suo stesso linguaggio - sono stati letteralmente ereditati dalle crisi del secondo dopoguerra.

.

  • Poniamo che si raccogliessero di fatto tutta l' umanita', tutto il mondo,
  • sulla base di una unita' puramente economica
  • e riguardante la tecnica dei trasporti e delle comunicazioni:
  • questo non costituirebbe in primo luogo una unita' sociale
  • piu' di quanto costituiscano unita' sociale gli abitanti di una Mietskaserne,
  • o gli utenti del gas di una determinata officina, o coloro che viaggiano su uno stesso autobus.
  • Fintanto che tale unita' rimanesse soltanto economica
  • o fondata sulle comunicazioni,
  • essa non potrebbe sollevarsi,
  • per mancanza di un avversario,
  • neppure a partito economico
  • o a partito delle comunicazioni.
  • ---

  • Se essa volesse formare,
  • al di sopra di questo,
  • anche un' unita' culturale,
  • fondata su una data visione del mondo,
  • o altrimenti superiore, ma al tempo stesso assolutamente apolitica,
  • essa costituirebbe una cooperativa culturale e di consumo,
  • che cercherebbe il punto di indifferenza tra le polarita' dell' etica e dell' economia.
  • ---

  • Essa non conoscerebbe
  • ne' Stato, ne' Reich, ne' Impero;
  • ne' Repubblica, ne' Monarchia,
  • ne' Aristocrazia, ne' Democrazia,
  • ne' protezione ne' ubbidienza
  • ne' dominio, ne' subordinazione,
  • ma avrebbe perso in genere ogni carattere politico.
  • ---

  • Ma si pone una questione:
  • a quali uomini spetterebbe il terribile potere
  • che e' collegato ad una centralizzazione economica e tecnica di tutta la terra ?
  • Questa domanda non si puo' respingere
  • con la speranza che allora tutto andrebbe di per se',
  • che le cose si regolerebbero da sole,
  • che un governo di uomini su uomini sarebbe divenuto superfluo,
  • perche' gli uomini allora sarebbero assolutamente liberi.
  • ---

  • Perche' la questione e' proprio questa:
  • a che scopo essere liberi ?
  • Carl Schmitt
  • "Sul concetto della politica" 1932
  • ed. it. in "Principii politici del Nazionalsocialismo"
  • Sansoni, Firenze, 1935 a cura di Delio Cantimori pp. 45, 46-47, 52, 83-84

.

. . . . . Mb inserito
1932 . . Schmitt Sul Concetto della Politica . 7,4 03/03/2013
. . . . amico-nemico . . .

Correlazioni

Nei processi di de-generazione del potere, il linguaggio politico degenera.

Quando la tecnica di comunicazione politica reifica il consenso in audience , il linguaggio politico tende ad eclissare l' eufemismo e ad illuminare il disfemismo.

. . . . . Mb inserito
1382 . . Ibn Khaldun Al - Muqaddima, l' eclissi del potere in terza [o quarta] generazione . 3.2 07/12/2012
2008 . . http://public.it Sluagh-ghairm, la parola definitiva . . .
2009 . . De'_Paratesi Eufemismo e disfemismo nel linguaggio politico e nell' italiano di oggi . 0.2 21/12/2012

.nn

.

semantica
public.it