SEMANTICA

I GERGHI

[7.1.1] Interviste immorali impertinenti impossibili

ai maestri della fantascienza

[Franco Filippazzi] Interviste impossibili
  • Jorge Luis Borges
  • Ray Bradbury
  • Isaac Asimov
  • Arthur Clarke

[ public.it ] Una intervista impossibile a Franco Filippazzi sulle ideologie

[Maurizio Codogno] Interviste impossibili

  • Douglas Noël Adams

Franco Filippazzi : Interviste impertinenti

Intervista a Jorge Luis Borges

Intervistatore
  • Che cosa ne pensa di Internet?
Borges
  • Internet è certamente un passo avanti e mi sento di dire una parola di incoraggiamento a Wikipedia. Però siamo lontanissimi da ciò che avevo descritto nel mio dossier "La biblioteca di Babele".
  • Come ricorderà, in questa biblioteca i volumi hanno tutti lo stesso numero di pagine e di caratteri, ma ogni volume contiene una diversa combinazione delle 25 lettere dell'alfabeto.
  • Poiché sono realizzate tutte le combinazioni possibili, risulta che nella biblioteca esiste tutto su tutto, il passato, il presente e il futuro, tutto ciò che potrà mai essere pensato.

Intervistatore

  • Però, se permette, da un semplice calcolo risulta che il numero dei volumi di questa biblioteca è pari a 25 elevato a 650.000.
Borges
  • E allora?

Intervistatore

  • Il numero di atomi dell'universo, il cosiddetto numero di Eddington, è circa 10 elevato a 80.
Borges
  • Balle, li conti meglio

Intervista a Ray Bradbury

Intervistatore
  • Il suo racconto più famoso, "Fahrenheit 451", è ancora attuale?
Bradbury
  • Più che mai. I libri vanno bruciati, la carta deve essere bandita.
  • I cittadini rispettosi della legge devono usare la televisione per istruirsi, informarsi e vivere serenamente.

Intervistatore

  • Lei sarà quindi contento dell'avvento di Internet: non serve più la carta per trasmettere le informazioni.
Bradbury
  • Naturalmente. E sarebbe d'accordo anche il mio amico Orwell.

Intervista a Isaac Asimov

Intervistatore
  • Uno dei suoi racconti più noti è "Nove volte sette", in cui il protagonista diventa famoso perché sa fare a mente operazioni come questa.
Asimov
  • Per questo scritto sono stato accusato di essere un irresponsabile.
  • Che male c'è se non sappiamo più quanto fa nove per sette?
  • Basta andare su Internet, c'è la calcolatrice e si trova la risposta pronta.

Intervistatore

  • Si dice che così si disabitua l'uomo ad usare il proprio cervello.
  • Educatori e psicologi dicono che i giovani non conoscono più la differenza tra la lingua parlata e quella scritta.
  • Recentemente un famoso pedagogista ha scritto che Internet ha pastorizzato tutto.
Asimov
  • Esagerazioni.
  • E poi perché questo tizio ce l'ha tanto con la pastorizzazione?

Intervista a Arthur Clarke

Intervistatore
  • Lei non è solo l'autore di opere famose come "2001, Odissea nello spazio", ma fu anche il primo a ipotizzare l'uso di satelliti in orbita geostazionaria per le telecomunicazioni.
Clarke
  • Sì, è vero, l'ho scritto in un articolo pubblicato nel 1945 sulla rivista "Wireless World".

Intervistatore

  • Lei quindi è certo un estimatore di Internet.
Clarke
  • Ovviamente.

Intervistatore

  • Ci sono tanti aspetti di questa straordinaria invenzione: implicazioni culturali, socio- politiche, morali ed etiche.
  • Può dire in breve perché le interessa?
Clarke
  • Perché a me piace la pesca con la rete.

...

[ public.it ] Una intervista impossibile a Franco Filippazzi sulle ideologie

.
  • Facciamola fuori una volta per tutte, Franco , quando arriveranno finalmente gli extraterrestri, cosa diranno gli atei, cosa diranno coloro che hanno il dono di una fede ?
Filippazzi
  • Non prendermi in giro Giorgio, diranno che e' la prova che Dio non esiste, diranno che e' la prova che Dio esiste.

Franco Filippazzi

  • Una nota , con rinvio a http://cctld.it/ : fonti e ricerche per una storia dell' informatica e della telematica

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  • In Italia una millenaria civilta' delle macchine scientifiche e civili [tipicamente a domanda e finalita' produttiva, spesso militare] ... gode tradizione di straordinario privilegio (basta far mente al Rinascimento ...) sino alla complessa stagione delle interazioni di sistema e geopolitiche originate dalla prima rivoluzione industriale prima.

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  • E dalle successive : nel XX secolo [primo dopoguerra] un fondamentale aggancio e sviluppo tecnologico locale alla ricerca prototipa internazionale fu costituito dall' opera teorica e sperimentale della scuola romana di fisica diretta da Enrico Fermi.
  • Nel secondo dopoguerra un fondamentale aggancio e sviluppo tecnologico locale alla ricerca prototipa internazionale avvenne proprio sulle macchine elettroniche [sia quelle scientifiche che quelle commerciali , come si diceva ai tempi] : quindi sulle reti di macchine, in fine sulla interconnessione di queste reti (inter-net-working).

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  • La Calcolatrice Elettronica Pisana [sul cui startup ebbe ruolo decisivo Enrico Fermi medesimo] e la ELEA Olivetti condividono il primato di originarie macchine elettroniche intieramente progettate sviluppate e "lavorate" in Italia , con risultato di eccellenza nella rispettiva ["accademica", "industriale"] concorrenza planetaria.

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  • In termini metodologici non si puo' pesare la storia (e la attualita') dell' internet locale (ricerca, sviluppo, servizi, applicazioni, mercato, business, riflessi civili e politici ...) se non la si connette al background della storia della informatica italiana - e delle sue pari generazioni : Genova, Milano, Roma, Pisa, Torino ... Ivrea .

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  • Ivrea ... La storia della Olivetti disvela non solo un impianto tecnologico straordinario, ma pure illustra e denuncia un irresponsabile disallineamento segnato dalle strutturali deficienze d' establishment (industriale, finanziario, politico) a proposito di risorse e innovazione.
  • Disallineamento tipizzato proprio a partire dall' affaire Olivetti : promigenia "occasione perduta" sull' innnovazione di prodotto nel settore - con danno strategico ricorsivo , per una nazione rimpallata tra concorrenze di sistemi paese ad alto investimento tecnologico e concorrenze di sistemi paese a basso costo del lavoro.

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  • Franco Filippazzi , molto semplicemente , appartiene alla selezionatissima prima generazione dei "ragazzi di via Panisperna della informatica italiana".
  • ... E appartiene culturalmente e psicologicamente, per inquadrare queste pagine, al costume di un umanismo politecnico , rinascimentale in radice, rinnovato dagli studi di civilta' e linguistici di Carlo Cattaneo : costume connotato da una peculiare sensibilita' e attenzione agli impatti della evoluzione scientifica.
  • Come documentato dai suoi studi di natura ' fondamentale ' [es. "Superare il paradosso informatico - Darwinismo tecnologico per un mondo che cambia" ] ... dalla distribuzione in locale dei lavori di Negroponte ... dai contributi alla storia ed epistemologia dell' informatica ...
  • .. E pure dagli illuministici e laterali -ma non troppo- "temi e variazioni" - sulla fantascienza: i "Racconti in tempo irreale" [a cura di F. Filippazzi e D. Garelli, Etas Kompass, 1973] .. e queste interviste "impossibili" qui in distribuzione online.

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Quando Franco lavorava a Barbaricina con Sacerdoti nell' originario nucleo olivettiano stretto attorno a Mario Tchou, alla entusiasmante progettazione della prima Elea, chi lo ospitava a pensione gli chiese se era vero che stavano costruendo una bomba atomica : in una certa declinazione di discorso - era vero.

Alcuni riferimenti :

  • in http://cctld.it Archivio Franco Filippazzi
  • in http://public.it Una nota sul caso Olivetti
  • in un Quaderno dell' Internet Italiano un a'ugure messaggio di Filippazzi in occasione del ventennale della Internet Society
  • un suo pari messaggio in altro Quaderno sul tema della cosi' detta e-democracy
  • Maurizio Codogno

    Intervista impossibile a Douglas Noël Adams

    (siamo in un pub. Douglas Adams, DNA per gli amici, ha davanti a sé un paio di pinte di birra e una ciotola piena di noccioline: beve e mangia con metodicità. Nel sottofondo, la radio sta trasmettendo _Yellow Submarine_)

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    Io

    • Vedo che sta facendo incetta di noccioline.
    DNA
    • Sì, sono pronto a partire per una vacanza. Come vede ho tutto qua con me (mostra il suo asciugamano). Come ben sa, le noccioline sono perfette per fare una scorta di sali prima di essere caricato da qualche astronave. Certo che quando finalmente costruiranno quello svincolo di cui si parla da chissà quanto, le cose saranno molto più semplici...

    Io

    • Ricordo che lei non è mai stato bravo a districarsi nel traffico, in effetti.
    DNA
    • Però ho brevettato un sistema a colpo sicuro per togliersi dalle zone a traffico limitato e da tutti quei sensi unici. Basta iniziare ad andare sempre più veloce, finché si raggiunge la velocità di fuga e si esce dal pozzo gravitazionale cittadino. A quel punto ci si ferma, si cerca di capire dove ci si trova, e se proprio non si sa cosa fare il sistema migliore è seguire qualcuno che sembri aver chiaro il da farsi.

    Io

    • E così riesce ad arrivare dove voleva?
    DNA
    • No, però di solito scopro di essere arrivato dove *dovevo* arrivare. D'altra parte tutto è intimamente connesso, e un approccio olistico è il migliore..

    Io

    • Insomma, viviamo in un mondo difficile !
    DNA
    • Macché ! È praticamente innocuo !

    Io

    • Buon viaggio, allora, anche se mi sembra tutto così improbabile...
    DNA
    • Improbabile? (si ferma, estrae da una tasca qualcosa che non assomiglia quasi per nulla a una calcolatrice tascabile, guarda il display, gli dà una botta, lo sento mormorare qualcosa all'indirizzo della Sirius Cybernetic Company, finalmente ha un mezzo sorriso, rimette in tasca il dispositivo) Settecentoquarantadue contro uno, con la tendenza a crescere. Direi che ci siamo quasi, la _Cuoredoro_ dovrebbe passare di qua entro qualche secondo...

    ---

    (a questo punto non so esattamente cosa sia successo: ho starnutito, e quando ho riaperto gli occhi lui non c'era più. Al suo posto un bigliettino: "Addio, e grazie per tutte le birre". Il barista mi ha guardato molto male, e ho dovuto pagare tutto, anche le noccioline)

    Maurizio Codogno

    N.B.

    • Per definizione, i racconti di fantascienza non li scrivono gli scrittori, si scrivono da se' [secondo un noto passo di Borges, vale per tutti i racconti]
    • Il numero di essi e' finito, il numero delle varianti di ciascuno e' infinito [ leggere "Il Cubo", evocato da Maurizio Codogno, parallelamente a "La pietra di El-Kassab" , evocato da Franco Filippazzi ]
    • "Contraddizioni" e Questione di margini sono due gioielli.

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