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EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE - Una sintesi

Nota di Gianni Degli Antoni [14 Jun 2012, 13:21:32, versione 0.9]

1-Percezione.

2-Atti di comunicazione percezione e parole

3- Conoscenza comunicazione

4- Scelte

5- Dialoghi efficienti

6- Emozioni

7- Colori delle emozioni

8- Freud

9- Chomsky

10- Reificazione

11- Individuo comunità media leader avatar

12- Atti di indicazione: Una ulteriore strutturazione

13-Conseguenze

1.Percezione

  • Il titolo Evoluzione della Comunicazione è generico. E parlarne può sembrare pretenzioso. Peggio se ne scriviamo.
  • Sarò modesto. Parto da fatti noti.. ma anche meno noti. Che ci vengono segnalati da vicino o da lontano (ITALIA ..USA. .CINA.. eccetera).
  • Più i fatti sono lontani.. meno dettagli avremo.. e dovremo arricchire le osservazioni ..in modo più o meno attendibile..
  • Il termine “lontano” associato a fatti.. ci arricchisce in modo straordinario.. La lontananza richiede riflessione.. che a sua volta richiede lentezza.. e attenzione.. che ci fa proiettare nostri pensieri.. sui fatti osservati .. che così ci danno le riflessioni di noi stessi.. che quindi così ci osserviamo.. senza osservarci..
  • E la lontananza è un invito a integrare fatti ricevuti con la nostra conoscenza..
  • Il termine fatti è forse problematico.. Non va inteso come indicatore di realtà.. ma come flash (fatto) segnalato..
  • Parlare di Fatti vicini o lontani.. richiederebbe una forte attenzione sulla nozione di lontananza (distanza).
  • In realtà siamo abituati ad osservare fatti lontani.. o vicini.. ovvero fatti di cui realizziamo la presenza ed assenza di pochi o molti dettagli..
  • Qui la magia della nozione di lontananza (distanza) raggiunge forse il suo massimo.. I dettagli saranno collocati nel tempo.. nello spazio o nel loro contesto. .
  • Non potremo trascurare l’ etica di non eccedere in dettagli.. I dettagli illuminano.. ma hanno molte controindicazioni quando sono troppi o troppo luminosi.. possono accecarci.. e ne oscurano ltri..

2.Atti di comunicazione percezione e parole

  • Le considerazioni precedenti permettono di andare oltre alla idea di percezione .. e ci permettono di ragionare su dialoghi.. colloqui.. conversazioni.. e di considerare la comunicazione come associazioni di “percezioni FRA i comunicanti” .. che sono poi esattamente gli atti di comunicazione .
  • Assumeremo che gli atti di comunicazione siano realizzati mediante parole (e gesti..).. i nostri atti di comunicazione sono così rappresentati da parole/gesti scambiate fra i comunicanti..
  • Così parlare di fatti e riferirli alle nostre conoscenze come conseguenza della comunicazione.. equivale a trasportare i fatti nel mondo delle nostre idee e quindi collocarli fuori da contesti.. luoghi e tempi.. e leggerli nel passato come nel futuro. E come conseguenza della comunicazione .. il piccolo mondo delle nostre idee ne viene modificato .. Sempre: .. aumentano i dettagli ..dei fatti ..anche con le visioni con riduzione di dettagli grazie ai nostri cannocchiali conoscitivi .. che possono essere impiegati per avvicinare .. ma anche per allontanare.. seppure i dettagli ci perseguiteranno..

3.Conoscenza comunicazione

  • Le parole nei colloqui.. dialoghi.. conversazioni .. come atti di comunicazione ci mettono di fronte ai nostri mondi di conoscenza.. ed ogni parola (o gesto..) modifica quel mondo che riferiamo alle scelte della comunicazione.. E ciò varrà per le parole trasmesse e/o ricevute.. Essendo non sempre facile distinguere chi trasmette da chi riceve..
  • Se diamo così valore alla comunicazione come processi (esterni) di parole associati a continui confronti con il mondo delle idee dei parlanti.. dobbiamo realizzare che il passaggio dalle parole al mondo delle idee necessita del passaggio inverso dal mondo delle (nostre) idee alle parole.. affinchè la comunicazione si realizzi!

4.Scelte

  • Comunicare fatti ed associarli alle conoscenze grazie alle parole.. sono scelte.. ma anche le scelte vengono portate fuori dallo spazio e dal tempo nonchè dagli ambiti ideali di chi legge..
  • Una immagine semplificata di quanto visto si ha se consideriamo gli atti di comunicazione come parole “scambiate assieme a nuvole di conoscenze”.. a cui daremo il nome di interpretazioni.
  • Un modo suggestivo di insistere su quei concetti è di considerare i dialoghi (di parole e loro interpretazioni) come viaggi nelle realtà dei comunicanti (ovvero nella loro conoscenza).. realtà che i dialoghi cercano di condividere o di separare..

5. Dialoghi efficienti

  • Dunque i dialoghi saranno tanto più efficienti quanto più forniranno immagini (mentali) nitide delle conoscenze proprie e di quelle condivise..( nitidezza reciproca..)
  • Per semplificare la comprensione della magia della comunicazione vale la pena di introdurre il termine vago di “scelte”.. degli interlocutori.. Le parole scambiate viaggiano così assieme alle loro scelte..
  • Possiamo così evitare di ricorrere al termine mente.. rimanendo ben inteso che le scelte non sono che atti atti mentali.. di cui potremmo parlare e descrivere nella analisi di dialoghi.. E non ci sarà impossibile distinguere gli atti di pensiero che ci portano alle scelte.. potendo attribuire queste una qualche valore di consapevolezza..
  • Va da se che la efficienza comunicativa dei dialoghi è soggetta a molti fattori.. individuali e sociali.. nonché agli obiettivi dello scambio di scelte..
  • Inevitabilmente la analisi della comunicazione ci porta assai lontano.. ma se abbiamo pazienza capiremo che il considerare la comunicazione come flusso di parole e scelte ci permette di fare passi avanti nella comprensione e classificazione della evoluzione della comunicazione e dei suoi vari stili o formati che la cultura sociale propone nei vari ambiti in cui gli atti di comunicazione si attuano .. Non potremo ignorare che la pragmatica umana (che si avvale anche le Tecnologie della Informazione e Comunicazione ) aggiunge elementi al nostro panorama . .

6.Emozioni

  • Un aspetto non trascurabile nella comunicazione si ha introducendo nozioni che ne arricchiscono la possibilità di classificarne gli atti... Un primo esempio si ha se si considerano le emozioni nella comunicazione..
  • Certo non posiamo qui proporre una immagine dettagliata del mondo della comunicazione in relazione alle emozioni.. Ci basta rendere possibile parlarne con disinvoltura.. e quindi rendere possibili riflessioni.. che ulteriori analisi ed approfondimenti potrebbero permetterci di individuare dettagli e loro integrazione coerente con visioni meno dettagliate..
  • Questa frase merita un chiarimento ..Supponiamo di individuare parti di una qualche entità.. Avremo dettagli.. e parti.. Parti e dettagli nella entità analizzata sono associate in modo da ricostruire la entità di partenza che stiamo smontando e rimondando.. in modo coerente.. appunto. In altri termini: integrazione di riduzionismo ed olismo
  • Torniamo alle emozioni.. Molto è stato scritto e qualche cosa abbiamo letto.. ! Se associamo la nozione di emozione a quella di sentimento (da: sentire) la nozione di emozione congloba molti concetti di uso corrente nella comunicazione.. E la nozione di emozione comprenderà anche quella di dolore o piacere .. e molte altre.. E soprattutto le emozioni potranno essere associate ad aggettivi come forte debole.. ed infiniti altri..

7.Colori delle emozioni

  • Per poterne parlare con disinvoltura ci sembra opportuno di dare una immagine alle emozioni.. Forse la strada più semplice è quella di associare colori alle emozioni.. Colori a forti o deboli tinte..
  • La scelta diventa poi particolarmente fortunata se pensiamo che le emozioni sono associate a scelte.. E che a loro volta sono costruite nella vita degli individui che operano nella realtà.. ma i nostri obiettivi qui sono limitati.. pertanto immaginiamo che gli atti di comunicazione siano basati su parole e scelte associate.. Ed ora possiamo così associare un ulteriore livello: alle PAROLE associamo SCELTE.. alle scelte associamo COLORI (emozioni)!
  • Molta cultura ci potrà aiutare nel rapporto fra COLORI ed EMOZIONI
  • Alle scelte possiamo associare altri attributi ed anche immagini e financo conseguenze biologiche.. NE seguirebbe che le scelte sono nuvole di attributi che guidano e sono guidati dalla storia dei dialoghi immediati o remoti.
  • Qui non possiamo ignorare la importanza dei riflessi “condizionati”.. che meglio sarebbe chiamare condizionati/condizionanti..
  • In effetti le emozioni provocano conseguenze biologiche.. che a loro volta risultano in altre emozioni.. che .. a loro volta.. eccetera.. Siamo in trappola !

8.Freud

  • Freud ha di fatto insegnato tutto: la associazione di immagini antropomorfe (eros, tanatos).. ha di fatto teatralizzato la mente rendendo così possibile il parlarne.. Che nella nostra analisi diventa lo sforzo di considerare le scelte associate a parole e viceversa..
  • Freud ha dunque verbalizzato la sua stessa mente in un gioco autoriflessivo .. che una volta comunicato a parole.. assumendo un valore universale.. ha fatto fare salti di qualità alla conoscenza sull’ uomo.. e anche alla sua evoluzione..
  • Tutto ciò ci insegna molto sulle possibilità della creatività..!

9.Chomsky

  • La creatività della associazione di colori alle scelte può essere ben illustrata dal seguente esempio.. preso da Noam Chomsky.
  • Chomsky ha dedicato molto della al sua vita allo studio delle grammatiche delle lingue. Nel suo tentativo di mostrare il valore filtrante delle grammatiche.. considerò una seria di esempi di espressioni grammaticalmente corrette ma prive di significato (semantico).
  • L’ esempio che forse ha reso celebre Chomsky ci riguarda direttamente ..La espressione considerata era (ed è):
  • VERDI ED INCOLORI IDEE DORMONO FURIOSAMENTE
  • Molto è stato scritto su quella frase nel processo accademico di giustificazione/negazione delle tesi di Chomsky.
  • Un fatto si può rilevare: col tempo nessuno negava più il valore significativo di quella frase.. che eventualmente assumeva un valore poetico..
  • Nell nostra revisione sulla comunicazione quella frase corrisponde ad una seria di atti mentali in cui si osservano idee che grazie ad una metafora vengono descritte verbalmente come dormienti incolori.. e quindi verdi in successive associazioni dei colori agli atti di osservazione.. mentre una furia colpisce il dormire che diventa furioso..
  • Una conclusione generale ma assai forte nasce nella nostra visione: i filtri grammaticali hanno una grande importanza nell’ individuare processi mentali al di sotto della regolare e superficiale correttezza formale..
  • E questi processi mentali bene o male sarebbero comunicati con parole da associare ad atti mentali.. con forme creative.. e che violano il comune sentire.. ovvero con trasgressioni..

10.Reificazione

  • Prima di procedere dobbiamo fare un escursus nella storia dall’ uomo a partire dalle immagini rupestri ..
  • L’ uomo come entità sociale non poteva non tentare di comunicare con i propri simili .. Lo faceva con gesti e suoni più o meno articolati.. ed agendo direttamente sul l’ ambiente lasciando tracce più o meno indelebili..
  • Le prime evidenze della storia dell’ uomo sono certamente le figure rupestri che sono l’ inizio di un processo evolutivo (la comunicazione umana ) tutt’ ora in corso. Oggi molto si è sviluppato: arte, fotografia, graffiti, lingue, simbolismi, alfabeti, media, radio, video, cinema ,multimedialità.. teatro.. internet..
  • In tutti i quei casi i risultati della comunicazione sono una forma di realizzazione fisica di atti mentali. Che cessano di essere tali e diventano energia fisica/chimica/materiale. . Il termine reificazione può ben catturare il processo di trasformazione di mondi di idee in espressioni fisiche concrete (oggetti fisici, suoni, immagini). Va da se che gli artisti guidano la invenzione/produzione di espressioni di atti di comunicazione.. che poi regole sociali accetteranno o respingeranno e.. in non pochi casi.. suggeriranno o imporranno la ripetizioni di impiego di espressioni generate dagli artisti.. con conseguenti atti condizionati/condizionanti..
  • La reificazione in fondo è la forma più generale della attività dello scrivere (ovvero lasciare traccia della reificazione) e coinvolge tutti coloro che per qualche ragione intendono lasciar traccia fisica della propria mente.. La reificazione faceva e fa ricorso a importanti gesti di trasformazione del mondo fisico.. Ma sempre si arricchisce di nuove modalità e di strumenti di automazione della reificazione stessa.. con lo scopo probabile di renderne più efficiente il processo.. e di migliorare la corrispondenza fra stati della mente e mondo fisico modificato..(mappe del mondo.. mappe della mente..)
  • E’ coerente con quanto precedentemente visto.. osservare che la attività di reificazione è attivata da scelte mentali .. variamente colorate o caricate di attributi simbolici.. Le scelte di attivazioni della reificazione sono come comandi mentali di stampa..
  • Gli atti mentali sgorgano dal contesto comunicativo.. E sono interrompibili.. ovvero le reificazioni sono un processo di atti di reificazione.. al cui interno l’ autore può intervenire..
  • Ed è su questo aspetto che al reificazione utilizza molto delle facoltà umane.. Infatti l’ uomo percorre con la mente le sue scelte.. ne reifica alcune. Già: a questo punto può osservarle attraverso tutti i sensi.. ovvero leggerle e inserirle in un processo di analisi e critica. E quindi modificarle..
  • Il tema della reificazione è necessariamente sottoposto ad evoluzione.. Molte ricerche in corso parlano con chiarezza: Ci sono tentativi di lettura del pensiero ed una sua rozza rappresentazione cinematografica..
  • La possibilità di rendere possibile la comunicazioni di atti mentali direttamente con apparati elettronici senza ricorso a gesti suoni linguaggi naturali fa parte di una vasta area di ricerca..
  • Quei tentativi inizialmente fanno ricorso ad atti mentali costruiti da percezioni..(letture). Piccoli segnali provenienti dal cervello sollecitati dalla lettura sono la via per procedere a più ambiziose possibilità..
  • Il corpo nei suoi movimenti viene sempre più utilizzato come dispositivo di reificazione.. talvolta per supplire la carenza di dispositivi tradizionali.. come nel caso di tentativi di recuperare le attività mentali per i portatori di handicap e in espressioni artistiche teatrali..
  • Oggi tutto ciò ha portato a varie tecnologie .. impiegate nei giochi ed ormai anche nelle attività di supporto medico e financo militare.. Una vasta e complessa industria per la reificazione.. con molte conseguenze sull’ arte.... sta per sorgere.
  • Forse potrebbe essere indicata come multimedialità attiva per tutti..

11.Individuo comunità media leader avatar

  • Comunicazione e comunità hanno la matrice com in comune. Non è certamente un caso: La osservazione di quel caso ci semplifica la discussione attorno alle comunità. Una pluralità di individui che condividono atti di comunicazione è una comunità. Lascio al lettore la riflessione circa la natura degli individui di una comunità. Fino a qualche anno erano solo esseri umani. Oggi è impossibile escludere i computer dalle comunità. Anche i computer hanno comportamenti che li rende antropomorfi seppure con linguaggi specializzati.. che si riferiscono inevitabilmente a questioni umane..e/o di fantasia umana..
  • Molte delle analisi fin qui effettuate si riferiscono alle percezioni individuali ed agli atti di reificazione INDIVIDUALI . Quegli atti di reificazione in una comunità di soggetti ..sono la base della comunicazione da un individuo ad altri non solo a pochi.. attraverso la realizzazione fisica di atti mentali.. La storia dell’ uomo ha ben presto mostrato la tendenza alla comunicazioni ai più .. ovvero alla comunicazione per chi poteva osservare le conseguenze di atti di comunicazione.. Le figure rupestri molto celebrate sono la evidenza della nascita di forme di comunicazione alle comunità.. Quelle forme e quegli atti di comunicazione sono poi diventati atti di comunicazione di massa attraverso un serie di replicatori di gesti umani..
  • Cambiava così il senso di tutta la comunicazione.. I replicatori (oggi sono i media) si impossessano degli atti mentali originali e li trasformano inevitabilmente in altro.. e li replicano..
  • I replicatori sono sistemi socio tecnici (comunità) i cui alcuni replicanti (umani) hanno influenza sugli individui della comunità e ne determinano il comportamento. I replicanti sono di fatto ciò che sarebbe opportuno chiamare leader..
  • Gli individui dei replicatori (i media) avranno più attività e vite.. Una parte della loro vita sarà rivolta a contribuire alla missione dei replicanti (i leader). Ne saranno una copia parziale..
  • Ne segue che la figura di AVATAR ben si presta a descrivere gli individui delle comunità condotte dai replicanti..
  • Se così fosse i sistemi di replicazione sarebbero(media) dotati di REPLICANTI quali leader degli individui che così diventano loro AVATAR..
  • Il termine AVATAR è suggerito da molta storia.. Questa può essere riassunta dal suggerimento della tecnologia. Un AVATAR è un ripetitore parziale di gesti del suo leader.
  • La possibilità di agire su parti di realtà progettate ad ubbidire a comandi di un gestore.. è proprio la idea di fondo: il gestore è una sorta di entità superiore.. che osserva una parte di realtà. Ne ricostruisce una immagine mentale (sarebbe assai più corretto affermare che ne individua una immagine che già possedeva per storia..). Ritrova così se stesso che non è più avatar.. ma è soggetto.
  • Dunque la nozione di avatar sta alla base del passaggio fra osservazione di un comportamento ed azione cosciente .. Perfino il musicista che suona ha un momento in cui il suono desiderato diventa realizzazione personale del suono.. E’ pura magia..
  • La affermazione merita una spiegazione. Il passaggio da una entità ad una altra entità è facile da osservare.. se si congela il prima ed il dopo come se fosse possibile.. Il potere risolutivo delle nostre finestre temporale è sempre e comunque limitato e finito . Durante la transizione fra desiderio e realtà la indistinguibilità fra prima e dopo ci permette di affermare in termini matematici : suono desiderato= suono realizzato.!
  • (La storia del principio di Indeterminazione di Heisenberg è passata attraverso questi concetti seppure senza avatar.. cioè senza partecipazione cosciente).
  • Il taoismo ci ha insegnato a considerare la magia nel trasformarci nelle entità che osserviamo.. La cultura della esistenza del prima e del dopo.. e non del durante.. forse ci ha impoveriti.. Nel durante infatti ci sono necessariamente osservazioni .. che ad una indagine raffinata non possono che portarci ad altro.. la cui esistenza (dell’ altro) non è collocabile né prima né dopo.. Come ad esempio in tutti i fenomeni che stanno alla base della vita e della morte.. ma anche semplicemente una rottura di vaso..
  • Ogni riferimento alla separazione o alla costruzione di legami affettivi è assolutamente coerente con quanto stiamo discutendo con parole.. forse inadeguate..
  • Il linguaggio naturale va arricchito di concetti che qui abbiamo tentato di suggerire..
  • I fisici hanno una ricca teoria per la osservazione dei fenomeni atomici. La teoria dell’entanglement che certamente ha ispirato le discussioni precedenti..
  • [...]
  • sociale e della conoscenza e non prodotti.. (ovviamente lo sono.. ma non ci riguarda..). Ma è giusti includere fra le itc tutte le tecnologie che l’ uomo nella sua storia a ha impiegato per comunicare: Sono molte.. Il lettore le conosce.. Non lo annoierò..
  • Viaggiare nella realtà assieme a chi ne parla è sempre condividere una parte della conoscenza e.. E certo ad esempio la bellezza di un territorio in un viaggio geografico attiva emozioni reali .. se chi interpreta il dato dei viaggi visitati assieme ..accede alla propria esperienza.. direttamente.. analogicamente o metafisicamente..
  • Un'altra confessione va aggiunta: il parlare e l’ interpretare assieme sono una autentica rivoluzione culturale ben percepita da tutti coloro che osservano riflettono e scrivono.. e comunicano..
  • Fra costoro ci sono scrittori storici.. romanzieri.. artisti.. musicisti.. sociologi ..scienziati e teologi..
  • Ma anche i taxisti che comunicano ai loro clienti le loro osservazioni .. commenti derivati dalle loro conversazioni (osservazioni) .. dei mondi e dei commenti sui mondi possono ben essere collocati .. assieme a scienziati.. seppure .. non accademici..
  • La continua varietà di clienti .. non può lasciarli intatti .. implicitamente faranno sempre commenti.. cioè riflessioni che poi comunicano ad altri.. A modo loro sono scrittori.. ed intellettuali.. di strada..
  • Ma gli intellettuali di strada sono molti e sono forse le figure che più caratterizzano il tempo presente..
  • Sono frequenti i colloqui .. fra persone.. tutte spinte a comprendere il reale ed interpretarlo nei loro limiti..
  • La situazione politica ed economica oltre che alle tecnologie premono sulla necessità di interpretare per sopravvivere.. Tutto ciò fa nascere una cultura dal colloqui ..per strada.. Ovviamente il termine “strada” va interpretato.. Così ad esempio le conversazioni ed i chatting nei vari social media occupano una notevole frazione della vita di molte persone.. e in fondo sono del tutto simili alle conversazioni al mercato o nei corridoi degli uffici..
  • E’ molto interessante considerare il colloquio come una entità degna di osservazione.. e così farne materia di classificazione (ovvero farne scienza).
  • Ci sono colloqui d’ esame: Ci sono colloqui medico paziente. Ci sono colloqui nelle interrogazioni delle indagini…cin sono colloqui al mercato.. ci sono colloqui fra conoscenti ed amici..
  • I colloqui hanno contenuti la cui varietà è immensa.. anche se forse i colloqui si possono ricondurre a non molti modelli.
  • Ad esempio ci sono così colloqui in cui vengono comunicati dati utili.. in modo unidirezionale.. Ci sono colloqui di scambio: .. io dico.. tu dici..
  • Ci sono colloqui in cui gli interlocutori hanno un problema che condividono.. Così i colloqui sono finalizzati a migliorare la conoscenza per come affrontare il problema.. condiviso…Talvolta attraverso confronti più o meno competitivi..
  • E nella mente degli interlocutori.. ovviamente il colloquio convive necessariamente con la interpretazione dello stesso.. Il passato il futuro di parole concetti.. fluiscono assieme gli elementi del dialogo (non di rado il contesto concettuale in cui il colloquio è ambientato). Per questi colloqui (per gli interlocutori) le parole sono di fatto universi (nuvole) di concetti che vengono messi in gioco (plasmati) ed ovviamente i concetti sono alla ricerca di parole per la costruzione del dialogo..

12.Atti di indicazione: Una ulteriore strutturazione

  • Una forte strutturazione del fenomeno della comunicazione individuale o collettivo si ottiene se si suppone che il fenomeno della comunicazione possa essere visto come suddiviso in due fasi. Nella prima fase.. forse primordiale.. la esigenza di comunicazione avvertita da un comunicante.. si presenta come un segnale .. un atto di indicazione che intende rivolgere la attenzione dei destinatari della comunicazione verso aspetti reali o non.. di potenziale interesse dei destinatari stessi.
  • Nella seconda fase l’ atto di indicazione si riempie di contenuti realizzati dalla reificazione che il comunicante intende fa conoscere al destinatario.
  • Dall’ animale all’ uomo primitivo fino al moderno CLICK.. gli atti di indicazione guidano i dettagli e la tutta la struttura della comunicazione. Gli animali avvertono il proprio simile di pericoli ed opportunità.. in modo certo semplice ma in fondo simile dei gesti di tutti coloro che ritengono di dover comunicare “messaggi” di sopravvivenza o opportunità presente o futura. Titoli di libri.. depliant.. titoli di opere scientifiche.. messaggi pubblicitari.. e molto altro.. sono di fatto atti di indicazione.
  • Gli atti di indicazione solo la base per la efficacia della comunicazione. Debbono cogliere esigenze tali da indurre il destinatario dell’ atto di indicazione allo sforzo necessario per la de-reificazione (lettura attenta) del contenuto dell’ atto di indicazione. La de-reificazione è così il momento di riflessione dei destinatari della comunicazione.. e quindi la base per un valore formativo.. didattico.. di evoluzione della conoscenza.. dei destinatari.. individui gruppi o comunità..
  • Ne risulta così che gli atti di indicazione diventano forze per strutturare legami e quindi comunità..
  • La osservazione della coerenza degli atti di comunicazione nelle comunità diventa anche una modo per valutare la robustezza delle comunità..

13.Conseguenze

  • Le analisi fin qui condotte possono essere impiegate per comprendere concetti e situazioni di comunicazione nelle società di ieri e di oggi.
  • L’ aspetto centrale della evoluzione della società va probabilmente legato nelle nozioni di comunità.. come da noi inteso..
  • Queste sono le nazioni gli stati i gruppi le categorie sociali i partiti le mafie le accademie le associazioni.. i movimenti di opinione e oggi le comunità (elettroniche) sociali..(face book eccetera).
  • Tutte quelle comunità sono entità che nascono vivono si associano e si dividono..e si trasformano. Forse non muoiono mai .. seppure la loro versione reificata in formalismi fisici che vengono talvolta distrutti.. I leader di quelle comunità vengono espressi come avatar da attività collettive come espressioni artistiche ..
  • I leader avranno così letto nelle loro comunità vari messaggi (sogni desideri..).. li avranno reificati nelle parole dirette alla comunità sotto forma di proposte promesse di pace e di guerra.. ed anche azioni o minacce..
  • Un complesso meccanismo a retroazione del tipo condizionato/condizionante si realizza.. Gruppi di persone.. comunità popoli .. vivono queste nuove situazioni fortemente instabili e destinate a trasformarsi come da sempre la storia insegna ..

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