"Autostrade informatiche" e "villaggio globale"

Stefano Trumpy [ bio ]

[articolo pubblicato sul Numero 1 dei Quaderni della Fondazione Piaggio Luglio 1995]

Introduzione

  • Da qualche tempo si parla con insistenza di termini che indicano vari aspetti dello stesso fenomeno quali "autostrade informatiche" (mettendo l'enfasi sul flusso dei dati), "villaggio globale" (mettendo l'enfasi sull'aspetto sociale dell'uso dei servizi telematici), cyberspazio (mettendo l'enfasi sulla universalità dell'uso della cibernetica, termine invero un poco retrò), "società dell'informazione" (mettendo l'enfasi sugli aspetti organizzativi della società moderna) o "servizi multimediali" (mettendo l'enfasi sulla tipologia di servizi che richiedono mezzi trasmissivi di alte prestazioni).
  • Viene naturale domandarsi se siano state fatte, in tempi recenti, scoperte o avanzamenti nelle conoscenze di base dell'informatica e delle telecomunicazioni tali da giustificare la enfasi attuale sul fatto che stiamo entrando in una nuova era, se tutto questo rumore e' un fenomeno di moda destinato a rientrare, se e' un cavallo di battaglia politico, oppure se si tratta della promozione economica di un processo destinato ad ingigantirsi.
  • In realtà non vi sono state, in tempi recenti, scoperte eccezionali e, per gli addetti ai lavori, i presupposti tecnologici del fenomeno attuale erano gia' noti e studiati in precedenza. E' vero piuttosto che certe tecnologie ed i relativi prodotti industriali sono giunti adesso a maturazione in modo tale da rendere attuabili le "autostrade informatiche" ed il "villaggio globale". La chiave di volta del fenomeno sta quindi nel fatto che si stanno creando le condizioni per un utilizzo dei servizi da parte di numeri molto grandi di utenti finali e questo fa si' che si giustifichino i grossi investimenti necessari e che i costi unitari "per servizio" possano essere sufficientemente bassi.
  • Elementi necessari per la realizzazione delle autostrade informatiche sono il personal computer e le telecomunicazioni. Il personal computer, negli anni recenti, ha avuto incrementi molto sensibili di prestazioni a parità di costo, ma non ha avuto certamente l'incremento di prestazioni dei prodotti per le telecomunicazioni. Ad esempio, il costo dei modem, che permettono ad un personal computer di connetersi alla rete attraverso una normale linea telefonica, e' andato negli ultimi anni diminuendo vertiginosamente ed anche la loro affidabilità e' cresciuta moltissimo.
  • Questo ultimo fatto ha creato i presupposti affinché l'enorme numero di possessori di personal computer abbiano oggi la possibilità di connettersi alla rete Internet con dei costi molto bassi, utilizzando un altro oggetto domestico diffusissimo: il telefono. Il successo dell'Internet e la sua diffusione si basa su questi semplici fattori con la aggiunta di un altro elemento fondamentale: la affermazione di uno standard (protocollo TCP/IP) che ha permesso ad ogni computer presente sul mercato di interconnettersi con gli altri efficacemente ed a costi molto bassi. Infine i servizi di base di Internet, basati sul TCP/IP, hanno permesso di costruire applicazioni destinate a categorie diverse di utenza, utilizzando una piattaforma di sviluppo comune.
  • La costruzione delle "autostrade informatiche" e del "villaggio globale" dovrebbe partire dagli elementi chiave del successo di Internet ed estrapolarne le potenzialità, attivando lo sviluppo di servizi di informazione di larghissimo uso che avrà grossi risvolti industriali e commerciali, nonché di tipo sociale.
  • Quando si parla di "autostrade", in analogia con le vie di transito di grossi flussi di autoveicoli, ci si riferisce al trasporto dei dati; in sostanza, si parla di "autostrade" per evidenziare quella crescita delle infrastrutture che verranno messe a disposizione dagli operatori di telecomunicazioni, in modo che trasmettere da A a B risulterà molto piu' affidabile ed a basso costo rispetto ad oggi. La evoluzione degli attuali servizi di Internet avverrà nella direzione multimediale (integrazione di voce, immagini e dati) e richiederà delle capacita' trasmissive notevoli.
  • Anche se, da addetto ai lavori, tendo a sminuire l'aspetto dell'invenzione e della straordinarietà, tanto caro a certi giornalisti cacciatori di scoop, intendo, nei paragrafi seguenti, mettere in evidenza la portata del fenomeno che e' solo agli inizi e tutta una serie di implicazioni che comportano grossi aspetti sistemici, anche se non strettamente collegati alla tecnologia di base.

I servizi del "villaggio globale"

  • I servizi disponibili, entro un numero non elevato di anni, saranno sostanzialmente: video on demand (offre la possibilità di ordinare la proiezione di film e programmi a piacimento) e televisione interattiva (offre la possibilità all'utente di interagire in linea durante le trasmissioni), quale evoluzione della attuale televisione; videotelefono (viene offerta l'immagine dell'interlocutore) e presenza virtuale (delle telecamere permettono di avere immagini dell'interlocutore e dell'ambiente in cui egli si trova), quale evoluzione del telefono attuale; inoltre sarà disponibile di informazione in linea di ogni tipo, capacità di comunicazione interpersonale e con gruppi di opinione o di interesse, tele lavoro, servizi telematici per operazioni bancarie, per prenotazioni di ogni tipo, per ordinativi di spesa, per richieste di certificati e servizi di enti pubblici, apprendimento a distanza, consultazione di librerie, etc., quale evoluzione dell'Internet attuale.
  • I servizi di cui sopra saranno disponibili attraverso un unico "filo" che sarà disponibile oltre che negli uffici, anche nelle abitazioni con la possibilità di connettere uno o più terminali capaci di svolgere l'insieme delle funzioni sopra descritte; inoltre gli stessi servizi saranno disponibili, se pure in misura più ridotta, anche ad utenti mobili che si collegano via radio.
  • L'enfasi attuale sulle "autostrade informatiche" e' giustificata dal fatto che la realizzazione di servizi sopra accennati richiederà dei grossissimi investimenti che potranno realizzarsi soltanto tramite un concerto di volontà politiche e finanziarie delle amministrazioni e tramite investimenti privati di consorzi di aziende.
  • Attualmente i piani delle amministrazioni dei paesi più sviluppati per la completa realizzazione delle "autostrade informatiche" traguardano fino al 2015; in tale data si prevede di avere la fibra ottica distribuita fin nelle abitazioni e l'utilizzo, su questa, delle tecnologie fotoniche che sfruttano al massimo le potenzialità del mezzo fisico. Per dare una idea dell'incremento delle prestazioni previsto a medio termine, oggi sulla rete di distribuzione sono disponibili all'utenza capacità trasmissive fino a 2 megabit per secondo; con la adozione della tecnologia ATM si prevede di arrivare, entro due o tre anni, a 155 megabit per secondo (75 volte la capacità attuale) e, entro cinque o sei anni, al gigabit per secondo (500 volte la capacità attuale).
  • Con la dicitura "autostrade informatiche", si deve includere anche la fornitura ai vari gruppi di interesse presenti nella nostra società dei servizi di informazione e di elaborazione dell'informazione che sono la estensione di quelli attuali di Internet. Occorrerà del tempo affinché questo obiettivo ampio sia realizzato e si stabilisca un opportuno equilibrio tra offerta e domanda di servizi di informazione.

Impatti previsti sulla organizzazione della vita sociale

  • E' indubbio che ci si trova di fronte ad una accelerazione del fenomeno di "informatizzazione" della vita privata e sociale che viene, in questo periodo, enfatizzato dalla attenzione posta dai mezzi di comunicazione sulle "autostrade informatiche".
  • Questa "informatizzazione" sta procedendo con costanza, favorita dalla rapidissima evoluzione dell'offerta di prodotti per la comunicazione e di personal computer e dal conseguente abbassamento dei costi, ma incontra indubbiamente anche delle resistenze culturali ed organizzative che fanno si' che si sia oggi ben lungi dallo sfruttare appieno le potenzialità dei mezzi informatici.
  • Per quanto riguarda le carenze culturali, basti pensare che, solo in anni recenti, l'informatica si insegna nelle scuole in modo diffuso e che pertanto la grande maggioranza dei cittadini non giovanissimi ha difficoltà a familiarizzare con il mezzo informatico; per quanto riguarda invece le questioni organizzative, la introduzione delle automazioni informatiche, ad esempio nella pubblica amministrazione, richiede non indifferenti revisioni delle mansioni degli addetti, con conseguenti problemi di tipo sindacale e di gestione delle risorse.
  • Quanto sopra mette in evidenza gli elementi frenanti; e' indubbio comunque che la disponibilità, in via progressiva e su scala sempre più vasta dei servizi menzionati, farà si che lo stabilirsi del "villaggio globale" avrà, in tempi relativamente brevi, un impatto sia sulla vita individuale che sulla vita sociale. All'individuo sarà possibile ottenere in casa molti servizi che oggi richiedono degli spostamenti; sara' disponibile una quantità di informazioni in linea quali previsioni del tempo specifiche per aree delimitate, itinerari turistici, orari, segnalazione preventiva di disservizi, disponibilità di alberghi, di posti per spettacoli, etc.; in sostanza l'individuo avrà una vastissima possibilità di servirsi da solo in qualunque momento, senza dipendere da vari intermediari dell'informazione, cosi' come potrà fare operazioni bancarie, ordinare la spesa, acquistare biglietti, richiedere certificati, verificare lo stato di pratiche in corso, etc..
  • Il "villaggio globale" non risolverà certamente le ansie dell'umanità ne' la "presenza virtuale" potrà mai sostituire le sensazioni della presenza fisica dell'interlocutore ma la persona sarà meno vincolata da una serie di impegni che oggi ha e che gli impongono di "andare a fare le cose".
  • La maggiore libertà ottenuta dovrebbe avere, da una parte, un effetto benefico sulla disponibilità del tempo libero; dall'altra, potrebbe essere vista negativamente proprio in quanto sfavorisce i rapporti interpersonali diretti. Questo e' il dilemma che la società tecnologica ci pone da quando esiste; il vero problema, per l'umanità, e' di fare un buon uso della tecnologia visto che comunque delle invenzioni, come per esempio dell'automobile, non riesce a fare a meno.
  • In quanto poi alla socializzazione, la realizzazione del "villaggio globale" permetterà a gruppi di interesse nati spontaneamente per affinità di interessi culturali, di interessi economici, di interessi nel tempo libero, di stabilire dei "luoghi di discussione" ove ciascun aderente, in qualunque parte del mondo si trovi, può dire la sua e contribuire alla formazione del pensiero del gruppo. Questa possibilità, gia' oggi largamente usata nell'Internet, costituisce uno degli elementi che caratterizzano in senso "democratico" gli attuali servizi telematici.
  • Uno dei punti sui quali oggi si insiste in modo particolare e' il fatto che la diffusione intensiva dei servizi telematici porterà con se' in Europa un notevole sviluppo della occupazione. Questa affermazione, se e' vera potenzialmente per l'Europa, lo e' certamente anche per i nostri concorrenti asiatici o del Nord America; pertanto e' essenziale che l'Europa si attrezzi nel modo più efficace possibile per favorire l'offerta di servizi e per fronteggiare la concorrenza; solo in questo modo le potenzialità per l'occupazione potranno essere sfruttate appieno.

Dove siamo oggi nel cammino verso il "villaggio globale"

  • Come gia' accennato l'Internet, con i suoi attuali 40 milioni stimati di utenti costituisce la più vicina approssimazione esistente del "villaggio globale"; ogni utente può interagire personalmente con chiunque altro; ogni utente può aderire a qualunque delle molte migliaia di liste di discussione che sono aperte sulla rete, può accedere ad un notevole numero di banche dati e servizi informativi presenti sui nodi della rete. Certamente la probabilità che un nuovo utente generico possa trovare sulla rete i servizi e le informazioni che risolvono i suoi problemi e' ancora scarsa.
  • Allo stato attuale infatti l'utenza e' di un certo tipo: ambiente della ricerca, dell'università, di certe aziende, di certe organizzazioni internazionali e di gruppi di interesse vari ma ben lungi dal rappresentare la globalità degli interessi possibili della società; basti pensare cosa rappresentano 40 milioni di utenti rispetto alla popolazione del globo.
  • Anche in Italia stanno fiorendo, oltre a servizi informativi per settori specialistici di utenza, le reti civiche che, su scala locale, intendono fornire al cittadino i servizi informativi di cui ha bisogno ed, in aggiunta, offrono anche la "finestra" al mondo Internet.
  • Per quanto riguarda le strutture per il trasporto dei dati, queste esistono e sono accessibili a chiunque ne faccia richiesta ma sono limitate nelle loro possibilità trasmissive ed ancora troppo care. Gli utenti che possono avvalersi delle reti per la ricerca, che sono le uniche ad elevate prestazioni, sono pochi privilegiati; gli altri possono riferirsi ai fornitori di servizio Internet ed, in tempi recentissimi anche a Telecom Italia che, con il servizio Interbusiness, si accinge a soddisfare la domanda degli utenti commerciali.
  • Le "autostrade" dovranno realizzare grosse capacità di trasporto dei dati che facciano si' che il costo unitario per "bit" trasmesso sia sufficientemente basso da permettere l'accesso al cittadino comune sia da casa che quando si sposta. Alcuni dei servizi del "villaggio globale", quando realizzati al pieno delle loro potenzialità, richiederanno infatti una "banda disponibile" cosi' ampia che oggi avrebbe dei costi proibitivi per l'utente generico.
  • I fornitori di telecomunicazioni sono pertanto impegnati in piani di investimento di larghissima prospettiva che dovrebbero permettere di rendere disponibili agli utenti le capacità trasmissive a basso costo che permetteranno di realizzare il "villaggio globale". Alcune realizzazioni sperimentali sono già operative e promettono di potersi affermare commercialmente in un futuro vicino.

L'inizio della svolta

  • Chi ha dato inizio al parlare intensamente della "società dell'informazione" e' stata indubbiamente la coppia Clinton - Gore che, già nella campagna elettorale, avevano dato una grossa enfasi alla "Network Information Infrastructure" quale strumento per mantenere agli Stati Uniti il primato tecnologico in un settore strategico come le tecnologie dell'informazione e quale strumento per la promozione della ricerca industriale e per la diffusione del know/how. Non mancava la consapevolezza della importanza dei problemi citati ne' in Giappone ne' in Europa ma indubbiamente gli USA, con il lancio del programma di finanziamento poliennale della NII, hanno suonato la carica e fatto si' che anche i potenziali partner/concorrenti si siano organizzati.
  • Clinton e' stato il primo capo di Stato che ha attivato un indirizzo Internet per permettere ai cittadini degli Stati Uniti, ed a chiunque altro nel mondo, di mandargli messaggi diretti e, per reagire alle migliaia di messaggi che riceve giornalmente, si e' creato una organizzazione ad hoc. E' prevedibile che l'esempio verrà seguito da altri.

Che cosa fa l'Europa?

  • La Unione Europea si e' mossa con alcuni documenti di strategia generale già largamente noti come il "libro bianco Delors" ed il "rapporto Bangemann".
  • Il primo e' un documento che imposta le linee generali per lo sviluppo della economia in Europa e che vede, tra l'altro, nelle tecnologie informatiche ed in particolare nello sviluppo del software e dei servizi, uno dei punti che possono garantire la crescita del sistema Europa e l'incremento dell'occupazione.
  • Il secondo rapporto, specificamente dedicato alle telecomunicazioni, individua chiaramente la "società dell'informazione" e l'importanza dello sviluppo delle attuali reti di telecomunicazione; il documento definisce anche i settori verticali nei quali sviluppare i servizi di maggiore utilità per la società di oggi.
  • Il rapporto pone poi particolare attenzione ai problemi della liberalizzazione del mercato nel settore delle telecomunicazioni, quale strumento per migliorare la competitività dell'Europa.
  • La Unione Europea sta avviando il Quarto Programma Quadro che si estenderà da quest'anno sino alle soglie del 2000; il QPQ prevede, nel settore delle tecnologie dell'informazione, i seguenti progetti:
    • - Information Technology Questo progetto costituisce il seguito di ESPRIT del Terzo Programma Quadro, riguarda la scienza dell'informazione e l'ingegneria informatica ed e' orientato all'elemento computer.
    • - Telematics Questo progetto, che nel Terzo Programma Quadro non esisteva come azione coordinata, si prefigge di sviluppare quei servizi all'utente finale che realizzano la "società dell'informazione".
    • - Advanced Communications Technology Systems Questo progetto costituisce il seguito di RACE del Terzo Programma Quadro e riguarda l'aspetto telecomunicazioni.

Le attività dei G7

  • Nel summit dei G7 avvenuto a Napoli nel luglio 94, e' stata lanciata l'iniziativa di dedicare un prossimo summit al tema della "società dell'informazione"; questo incontro avverrà ad Halifax, Canada, nel giugno 95.
  • Le attività preparatorie per tale evento sono iniziate a cavallo della fine dell'anno ed hanno avuto una tappa importante nell'incontro dei ministri delle poste e dell'industria avvenuto a Bruxelles il 25/26 febbraio scorso. In tali date si e' tenuta la conferenza ministeriale sulla "società dell'informazione" che si e' articolata sugli eventi seguenti:
    • - la conferenza vera e propria che ha toccato gli aspetti della struttura regolamentare e della politica di concorrenza, lo sviluppo della infrastruttura dell'informazione, l'accesso alla infrastruttura e le applicazioni ed infine gli aspetti sociali e culturali;
    • - la tavola rotonda con gli industriali che ha permesso di dare voce al mondo imprenditoriale che e' fortemente impegnato nella realizzazione della "società dell'informazione";
    • - una mostra che ha permesso di far vedere alcuni esempi tangibili di realizzazioni avviate.
  • Il fatto che la conferenza si sia svolta a Bruxelles ha significato un particolare impegno da parte della Unione Europea nel promuovere i processi normativi e finanziari che dovrebbero permettere all'Europa di attuare efficacemente la "società dell'informazione"; questo non vuole dire che la Unione Europea rappresenta gli stati membri che fanno parte dei G7 ma piuttosto che la Unione Europea si e' impegnata a garantire azioni coordinate anche per conto di quegli stati membri che non fanno parte dei G7.
  • Particolarmente importanti sono stati gli aspetti sociali discussi che hanno toccato la necessita' di:
    • - promuovere il servizio universale in modo da garantire uguali possibilità di partecipazione per tutti;
    • - porre l'attenzione sugli effetti per l'occupazione;
    • - garantire il pluralismo linguistico e culturale;
    • - mettere a punto un sistema di istruzione ed informazione
  • Si e' promossa la cooperazione tra i G7 per scambiare le esperienze maturate e soprattutto per dare vita a progetti di comune interesse. Sono pertanto stati individuati 11 progetti pilota comuni con lo scopo di dimostrare le potenzialità della "società dell'informazione", e di contribuire alla soluzione di aspetti importanti per la sua realizzazione. I progetti sono i seguenti:
    • 1 - Inventario globale sulla informazione multimediale accessibile
    • 2 - Interoperabilità globale per le reti a larga banda
    • 3 - Istruzione e formazione transculturale
    • 4 - Biblioteche elettroniche
    • 5 - Musei e gallerie elettroniche
    • 6 - Gestione delle risorse naturali e dell'ambiente
    • 7 - Gestione globale delle emergenze
    • 8 - Applicazioni globali nel settore della sanità
    • 9 - Pubblica amministrazione "on line"
    • 10- Mercato globale per piccole e medie imprese
    • 11- Sistemi di informazione marittima
  • L'insieme di questi progetti da una idea, ancora parziale, dei settori di utenza che saranno interessati, in prima istanza, dalla realizzazione della "società dell'informazione". I primi due progetti hanno natura infrastrutturale; sono cioè relativi ad aspetti che riguardano tutte le utenze, il primo relativo all'inventario del patrimonio informativo disponibile via rete ed il secondo relativo alla interconnessione delle reti a larga banda per il trasporto dei dati.
  • Chi scrive svolge la funzione di coordinatore italiano per questo ultimo progetto che, per la sua realizzazione, vede la partecipazione degli enti di ricerca che gestiscono la rete per la ricerca italiana GARR (CNR, INFN ed ENEA) e le industrie di telecomunicazione, in particolare, in questa prima fase, Telecom Italia. La rilevanza del progetto sta nel fatto che questo dovrebbe costituire la piattaforma sulla quale sviluppare le applicazioni trattate negli altri progetti, come mostrato nella figura seguente

  • Tutti i progetti pilota hanno uno sviluppo previsto di due o tre anni e sono pertanto finalizzati a delle realizzazioni concretamente raggiungibili in tempi brevi.
  • Da parte italiana si e' aderito pienamente al processo di costruzione della "società dell'informazione". L'ambiente industriale ha dimostrato un particolare interesse, pur dovendo recuperare dei ritardi; particolarmente importante e' la definizione degli aspetti regolamentari e dei meccanismi di tutela della concorrenza e del mercato. Lo Stato dovrà realizzare il processo di privatizzazione e di trasformazione dei rapporti tra Stato ed imprese attraverso la definizione di un quadro normativo e di controllo che consenta alle aziende del settore di operare in un quadro di certezza e trasparenza.
  • In occasione del meeting dei G7 che si terrà ad Halifax nel giugno 95, si presuppone che i progetti pilota siano stati avviati e per questo dei comitati di coordinamento stanno già lavorando, sia a livello nazionale che internazionale.

Che cosa fa l'Italia?

  • L'Italia e' ben inserita sia nei progetti europei che nei progetti lanciati dai G7. Per quanto riguarda la liberalizzazione del mercato, vi sono nazioni europee, come il Regno Unito, che hanno già avviato il processo, mentre in Italia si prevede di attivarlo entro il 98, come previsto dalla normativa europea. L'interesse delle aziende per la realizzazione dei servizi della "società dell'informazione" e' stato espresso in varie occasioni.
  • La rete per la ricerca italiana (GARR) e' stata tra le prime in Europa ad avviare i servizi (anno 90) alla "larga banda" di allora (2 megabit al secondo); attualmente e' in fase di definizione con Telecom Italia un progetto per la evoluzione della attuale struttura di trasporto dei dati, basata su linee affittate, nella direzione delle nuove strutture di servizio di Telecom, basate sulla tecnologia ATM. E' opportuno mettere in evidenza il ruolo fondamentale che le reti per la ricerca potranno giuocare nella costituzione della "società dell'informazione". Infatti dall'ambiente della ricerca e' nata la rete ARPAnet che poi e' evoluta nell'Internet; inoltre la ricerca scientifica e tecnologica ha rappresentato, nelle nazioni più avanzate, un elemento trainante essenziale nel progresso economico.
  • La accelerazione impressa alla costituzione delle "autostrade informatiche" sta spingendo gli operatori italiani dei servizi di telecomunicazione a collaborare con l'ambiente della ricerca per sperimentare sul campo i nuovi servizi telematici che operano sulle reti a larga banda in fase di attivazione.
  • Molto vivace, in tempi recenti, e' stata la fioritura di una offerta di servizi Internet commerciali sollecitata dall'interesse crescente delle aziende e delle pubbliche amministrazioni; il mercato dei servizi di informazione deve comunque ancora assestarsi anche attraverso meccanismi di tariffazione che oggi sono ancora indefiniti o comunque di difficile attuazione pratica.
  • La posizione dell'Italia e' pertanto allineata con quella degli altri nostri partner europei ma occorre che si marci speditamente per non trovarsi impreparati di fronte alla prevedibile vivace offerta dei nostri concorrenti conseguente alla liberalizzazione.
  • Oltre ai paesi dei G7 ed agli altri paesi europei, vi sono paesi emergenti, come ad esempio la Corea del Sud che stanno organizzandosi per costituire la loro infrastruttura informatica, sul modello della analoga struttura degli USA. Le ambizioni di questi paesi sono non soltanto di farsi la loro "società dell'informazione" nazionale ma anche di spingere le loro industrie ad offrire dei prodotti che possano essere competitivi sul mercato mondiale.

Considerazioni conclusive

  • Le "autostrade informatiche" ed il "villaggio globale" sono delle etichette che possono riferirsi ad obiettivi di medio o di lungo termine, a seconda dei requisiti che si pongono sul loro livello di realizzazione. Allo stato attuale alcune delle nazioni piu' avanzate hanno lanciato programmi a 15 anni per delle realizzazioni che sono certo significative ma che non realizzano ancora il vero "villaggio globale".
  • Molto si e' già cominciato a fare; l'attuale considerevole successo di Internet pone un modello di partenza sulla cui base sviluppare ed estendere le future applicazioni.
  • La realizzazione delle "società dell'informazione" e' un fatto inevitabile che scaturisce dalla disponibilità a basso costo di una tecnologia che ne permette la realizzazione su vastissima scala. Pertanto occorre cavalcare il fenomeno e controllarlo; non subirlo. Se lo si rifiuta, lo si subirà certamente, anche e soprattutto nelle conseguenze economiche.

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