Un rigore scomodo

[1 ott 2006 ver. 1.04]

0. Premessa

Nel cuore degli anni '70 (quando in Italia la consumazione del "miracolo economico" postbellico si intreccia con le penetranti sfide delle tecnologie dell' informazione) Giovanni Battista Gerace, designer hardware del primo computer costruito in Italia, risolve e accompagna lustri di impegno scientifico cominciando a distribuire pubblicamente con spregiudicata lucidita' (e poca corrispondenza) una sequenza appassionata e tenace di approfondimenti teorici sugli impatti sociali dell' innovazione, ovvero riferimenti formali per una sociologia dell' informatica e (a futura memoria) della telematica.

Il metodo e' di stretto rigore: le note di Gerace, per altro verso appassionato militante politico, sono fondate e dedotte dalla descrizione fenomenologica dell' oggetto e della disciplina (algoritmo, automazione, informazione, produzione della informazione, integrazione dei componenti su scala personal, informazione elaborata, interazione colloquiale di rete ...)

Lezione lungimirante ed attuale: ancor oggi (in una scala globale -interconnessa- della informazione automatica) resta diffusa una quotidiana moda di ridurre e incapsulare ingenuamente le immagini della informatica in parametri e linguaggi estranei, spesso ideologici, e quindi ricavarne disinvolte indicazioni politiche: contingenti, concorrenti - ovviamente indecidibili.

Non vale la pena omettere che una compromettente e corrente rivendicazione, sia tecnica che politica, della neutralita' della rete, e' condizionata a valido approccio epistemologico.

Chi ha raccolto queste note considera magistrale la attitudine (spregiudicatezza) di Giovanni Battista Gerace a sottoporre a confutazione giudizi correnti ed egemoni (pregiudizi).

1. Il contesto di sistema

Il quadro di riferimento in cui opero' Gerace e' quello di un documentato disallineamento.

  • L' establishment della ricerca~accademia (Universita' di Milano e Pisa, Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo di Roma, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) aveva realizzato un convergente aggancio al background internazionale a partire dal 1954-1955, "anno zero" dell' informatica italiana: da quando cioe' si realizzo' un coevo lancio
    • per trasferimento tecnologico (CRC 102 A al Politecnico milanese e Ferranti Mark I all' INAC romano),
    • per impianto autonomo della Calcolatrice Elettronica Pisana - CEP ("the most advanced computer development work observed in Europe") su una visionaria consulenza di Enrico Fermi centrata sulla costituzione di un know how fecondo: "[...] costruire in Pisa una macchina calcolatrice elettronica [...] Essa costituirebbe un mezzo di ricerca di cui si avvanteggerebbero in ogni modo, oggi quasi inestimabile, tutte le scienze e tutti gli indirizzi di ricerca [...] A questo si aggiungono i vantaggi che ne verrebbero agli studenti e agli studiosi che avrebbero modo di conoscre e di addestrarsi nell' uso di questi nuovi mezzi di calcolo" ...

    ... Dalla maturazione della scuola pisana verranno generati l' Istituto per la Elaborazione della Informazione I.E.I. (fucina del primo Corso di Laurea nazionale in Scienze dell'Informazione, di cui Gerace fu docente e Direttore) e, a fini di applicazioni e ricerca, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico.

    I reparti Reti del CNUCE svilupperanno negli anni un secondo vincente aggancio: quello telematico, ad Arpanet --- e quindi ad Internet (qui col particolarissimo contributo del team Unix DIST Genova e del GARR, originario ufficio operativo del country code Top Level Domain IT).

    Il CNUCE era stato costituito (con leadership dell' Universita' e iniziale supporto dell' IBM) il 5 luglio 1965.

  • Quattro giorni prima si era formalmente consumata la "occasione perduta" dell' informatica nazionale nell' establishment economico, con il trasferimento alla General Electric del 75% della Divisione Elettronica della azienda italiana leader di settore:
    • la Olivetti aveva contribuito (con convenzioni dal 1954) alle esperienze pisana e romana;
    • realizzato la prima classe (ELEA 9000, 1959, riferimento Mario Tchou) di computer commerciali nazionali;
    • creato con TELETTRA un polo di autonoma produzione componentistica (SGS Societa' Generale Semiconduttori, 1957, riferimento Federico Faggin);
    • anticipato, con la prima calcolatrice elettronica da tavolo del mondo (PROGRAMMA 101, 1963, riferimento Piergiorgio Perotto), un modello di computer a taglia personal.

    Accenniamo, nei limiti da scontare di questo inciso, che sulla Olivetti in crisi di leadership e di gestione non convenne alcuna solidarieta' strategica, ovviamente: e' ben documentata una singolarissima e rivendicata alterita' di visione, e dai contesti culturali e politici del tempo, del leader Adriano - come la sua vocazione appassionata e spregiudicata ad autonome relazioni sindacali, industriali, locali ed internazionali (acquisizione Underwood a ponte di un disegno di penetrazione nel mercato americano).

    La sintesi del "caso" piu' fredda e controllata (e per cio' impietosamente emozionante) e' di Giorgio Sacerdoti e Francesco Ranci: "Il problema e' che, anche se qualcuno avesse avuto a cuore la buona sorte della Olivetti, o addirittura lo sviluppo del paese, da nessuna parte si era ancora capito il futuro dell' elettronica, nonostante il fatto che era gia' cominciato" .

Questo disallineamento fra una ricerca operativa che si aggancia all' innovazione tecnologica e un establishment economico che da questa si sgancia, si risolve esemplarmente nella corrente condizione geopolitica di paese di secondo livello, schiacciato fra sistemi ad alto contenuto tecnologico e sistemi a basso costo del lavoro.

Restano in campo obbiettivi e appassionanti margini e buone pratiche nelle mani dell' oggi per costruire alternativi futuri - incapsulati in una sfida geopolitica sulle applicazioni di Rete (Internet e della Ricerca) concretamente all' ordine del giorno.

Rimane comunque consegnata alla attualita' e a futura memoria la diagnosi e sentenza "di sistema" con la quale allora l' establishment di un gruppo di controllo confindustriale (appoggiato da pubbliche banche) inauguro' insieme lo startup di una ben nota forbice strutturale e un dimissionario pensiero strategico "debole" della ragion politica sull' innovazione:

"La societa' di Ivrea e' strutturalmente solida e potra' superare senza grosse difficolta' il momento critico, sul suo futuro pende pero' una minaccia, un neo da estirpare: l' essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana puo' affrontare"

(Vittorio Valletta alla Assemblea degli azionisti FIAT, aprile 1964, ).

Ventinove anni prima Gugliemo Marconi aveva rilasciato, in sede istituzionale, queste parole:

"Ho inteso varie volte giustificare lo sviluppo preso dale ricerche scientifiche presso altre grandi nazioni col fatto che in tali nazioni l' industria, essendo piu' ricca che da noi, puo' permettersi di finanziare abbondantemente le ricerche. Ma ci si potrebbe forse domandare se per avventura il ragionamento non possa essere rovesciato, e se non si debba invece attribuire la floridezza dell' industria in alcune grandi nazioni, in parte almeno, al fatto che quegli industriali hanno avuto il tempestivo coraggio di finanziare le ricerche da cui le loro rispettive industrie hanno tratto vitali elementi di prosperita' "

(G. Marconi, 1935, CNR)

2. Citazioni

Informazione come risorsa

"L' informazione e' tutto cio' che serve a ridurre o eliminare incertezza e pertanto il suo bisogno cresce con l' aumentare della complessita' del livello di organizzazione dei sistemi. L' informazione e' quindi, probabilmente, la risorsa piu' importante per lo sviluppo e il governo delle societa' umane nell' epoca moderna."

[L' INFORMAZIONE COME RISORSA", Critica marxista, n. 4/5, 1977]

Informazione elaborata

Da qui Gerace sviluppa la propria proposta categoriale, da inserire legittimamente nel lungo dibattito sulla intelligenza artificiale

"La trasformazione dell' informazione in informazione elaborata e' un processo intelligente svolto nel passato in modo esclusivo dal cervello umano. Ma quando, sotto il pieno controllo dell' uomo, al cervello sono state sostituite le macchine, la quantita' dell' informazione, e le caratteristiche della sua elaborazione sono venute a modificarsi profondamente. Da un lato l' informazione e' stata ridotta a "dato" mediante un processo di quantizzazione e formalizzazione che l' ha spogliata della ricchezza e della complessita' delle sue proprieta' soggettive e semantiche, e dall' altro lato la sua elaborazione e' stata circoscritta ad una di tipo algoritmico, cioe' a quella corrispondente a successioni di manipolazioni e decisioni logiche."

[INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, Critica marxista, n. 6, 1981]

Informazione elaborata come merce a valore aggiunto

A partire da questa classica definizione di computabilita', Gerace sviluppa una connotazione originale del modo di produzione informatico e del suo oggetto, l' informazione elaborata, come riportato da questa testimonianza:

"All'inizio degli anni '70, introducendo una riunione della commissione informatica del P.C.I., il Professor G.B.Gerace (uno dei pionieri dell'informatica in Italia, scienziato raffinato e formidabile dirigente politico), riassumeva in modo assai semplice la radice di quella rivoluzione tecnologica che oggi è alla base del fenomeno new economy. Diceva Gerace: "L' informazione e' una merce che, al pari di altre merci, puo' essere prodotta, trasportata, custodita, combinata con altre merci e semilavorati, ed infine consumata: con la fondamentale differenza, rispetto ad altre merci o manufatti, di "non consumarsi nell' impiego, anzi di caricarsi di "valore aggiunto" in ogni fase del suo trattamento."

[Giovanni Ingravallo "SOCIETA' DELL' INFORMAZIONE E INNOVAZIONE: UNA SFIDA PER IL MEZZOGIORNO" ]

Modo di produzione informatico

"Questi cambiamenti, che si manifestano nella vita economica e sociale, ma che influenzano anche la vita degli uomini e il loro modo di pensare, hanno come motore lo sviluppo di una scienza di sintesi, l' informatica [...]

Tuttavia, le tecnologie informatiche (e cioe' le applicazioni dell' informatica a fini concreti) non avrebbero assunto l' importanza e lo sviluppo attuali, se non vi fosse stato il fantastico e parallelo sviluppo di un' altra tecnologia, la microelettronica, i cui prodotti rappresentano i componenti di base necessari a realizzare le strutture informatiche e, in special modo, i calcolatori.[...]

Si e' cosi' passati nell' arco di venti anni da componenti formati da alcuni elementi soltanto a componenti che contengono centinaia di migliaia di questi componenti, pur avendo pressapoco le stesse dimensioni e lo stesso consumo energetico. [...]

Di conseguenza il progresso della microelettronica ha portato ad una tale riduzione di costi dei prodotti informatici che se ad esempio la industria dell' auto avesse migliorato la tecnologia dei propri componenti con lo stesso ritmo, una automobile di grossa cilindrata costerebbe oggi poche centinaia di lire e percorrerebbe circa un milione di chilometri con un litro. [...]

Vi e' dunque un duplice livello di flessibilita' legato ai differenti ruoli svolti dai programmi: uno relativo alla produzione di informazioni usate allo scopo di razionalizzare e ottimizzare il funzionamento interno dello stesso sistema (programma di sistema) e l' altro destinato alla produzione di informazioni impiegate all' esterno del sistema (programma applicativo). [...]

Riduzione dei costi, basso consumo energetico e flessibilita' d' impiego dei sistemi informatici sono stati determinanti per la loro diffusione in ogni branca di attivita'. Ma la ragione fondamentale del loro uso risiede nella capacita' di organizzare, eleborare e trasmettere informazione; di usare cioe' l' informazione come risorsa per produrre una nuova informazione che puo' servire a risparmiare altre risorse.. E poiche' gli uomini e le macchine agiscono e interagiscono in base alle informazioni che ricevono ed elaborano, nonche' in base a quelle, (immagazinate al loro interno) che ne caratterizzano il comportamento, e siccome il bisogno di informazione cresce con la complessita' degli scambi e delle elaborazioni, l' informazione tende a diventare la principale risorsa per il governo ed il funzionamento delle societa' moderne."

[INFORMATICA E TECNOLOGIE ASSOCIATE, Critica marxista, n. 5, 1982).

Sistemi, rivendicazione disciplinare di una sociologia dell' informatica

La studiata connessione della "macchina" di Turing Shannon Von Neumann alle trame e problematiche civili e statuali viene recuperata e radicalizzata nel saggio del 1981, con approfondimento critico dei classici orizzonti disegnati da Norbert Wiener:

"Fino a pochi anni or sono, non era l' essere una risorsa il principale attributo assegnato all' informazione. La cibernetica, ad esempio, considera l' informazione come il "veicolo" del controllo negli animali e nelle macchine, e sottolinea queste funzioni "nel" governo dei sistemi dinamici e, in particolare, dei processi biologici. La caratteristica di risorsa, invece, presupponendo l' uso dell' informazione per essere trasformata, implica l' impiego dell' informazione elaborata "per" governare i sistemi svolgendo una funzione volta a definire i "modi" del loro controllo ... Molto si e' discusso nell' ultimo decennio sul rapporto fra informatica e societa' tanto che puo' dirsi sia nata una vera e propria sociologia dell' informatica."

[INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, cit.]

Critica della ragione ideologica

Da qui consegue una stringente confutazione (anzitutto nella fazione politica propria, e al massimo livello, nel Comitato Centrale del P.C.I.: altra lezione!) avverso l' ennesimo fraintendimento di un diffuso insediamento ideologico e retaggio di ellittica ontologia di materialismo d' accademia , con cronico scarto sugli sviluppi della ricerca: si parla di una datata in-comprensione "di scuola" ("marxista") di una autonoma epistemologia della scienza.

Incomprensione praticamente tradotta, al tempo della polemica, in ricorsiva trasfigurazione (il "computer del capitale") della rivoluzione delle forze produttive [e nei rapporti di produzione] apportata dalla drammatica tecnologia d' informazione~automatica - con ovvio e conseguente debito di miopia programmatica sul governo della innovazione.

"... Ci troviamo quindi a discutere di una macchina del tutto particolare o meglio di un 'esecutore universale di algoritmi' [...] La sua struttura sembra quindi abbia poco a che fare col capitale, a meno che non si voglia sostenere che e' tipica del capitalismo la soluzione algoritmica dei problemi."

Critica della ragione politica

Per meglio avere a fuoco la citazione in proposito, e pure il suo tono, e' forse opportuno riprendere brevemente gli appunti sul "contesto di sistema".

Gerace, ricordiamo ancora, aveva operato in ruolo chiave (hardware; sul design software citiamo almeno Alfonso Caracciolo di Forino) nello impianto della calcolatrice presso la infrastruttura universitaria pisana di ricerca e laboratorio, innervata allo scopo da due fondamentali nuclei di distacchi operativi:

  • il team olivettiano diretto da Tchou e Pippo Cecchini;
  • il personale dedicato da Gilberto Bernardini a nome l' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN (zoccolo fecondo della successiva visione [Enzo Valente] di armonizzazione delle reti della ricerca scientifica, GARR - ma questa e' ancora un' altra "storia", o essenziale capitolo di medesima, complessa, convergenza inter-net-working della tecnologia nazionale ... in redazione).

La inaugurazione della versione maggiore della CEP, il 13 novembre 1961, era stata gelata (a un anno e mezzo dalla scomparsa di Adriano) dalla tragica morte a 37 anni di Mario Tchou leggendario leader del Laboratorio Ricerche Elettroniche della societa' di Ivrea - e sulla citata successiva emarginazione del polo industriale elettronico ("made in Italy", con straordinaria anticipazione, pure per immagine e design proprio: Luciano Berio, Bruno Caruso, Franco Fortini, Nelo Risi, Ettore Sottsass ...) verranno richiamate brucianti metafore:

  • make or buy? (Corrrado Bonfanti) ;
  • dal laboratorio al mercato (Franco Filippazzi);
  • la scomparsa dell' Italia industriale (Luciano Gallino);
  • l' imprenditore e il bottegaio, due categorie dello spirito economico (Giovanni Paoloni);
  • l' elettronica: un neo da estirpare (Pergiorgio Perotto, Beppe Rao);
  • l' informatica: un' occasione perduta (Lorenzo Soria).
  • Convergenti studi, spesso di testimoni protagonisti, inseriscono la irrecuperata crisi dell' elettronica nazionale in una piu' generale dimissione di una politica strutturale sulle risorse.

    Quelle metafore qui anticipa Gerace.

    "Ma allora, se entriamo nei problemi, ci si accorge per prima cosa che in Italia, ma non solo in Italia, si e' preferito investire di piu' nell' innovazione di processo che in quella di prodotto. Si e' preferito cioe' innovare cose vecchie, importando tecnologie straniere, che fare cose nuove rischiando di sbagliare [...] bisogna promuovere, da un lato, una politica che rilanci l' innovazione di prodotto e, dall' altro, una che sviluppi quei settori strategici della economia (dalla informatica alla microelettronica, dalle tecnologie energetiche alle biotecnologie) che per miopia e per subalternita' agli interessi di altri paesi la classe dirigente italiana ha impedito si sviluppassero adeguatamente. Si ricordi ad esempio la liquidazione fisica di Enrico Mattei e del primo laboratorio Olivetti, nonche' quella morale di Felice Ippolito."

    [L' ONDA LUNGA DELLA RISTRUTTURAZIONE", Rinascita, n. 26, 9 luglio 1982]

    Orizzonti della scala personale della informazione automatica

    "Colloquiare direttamente col calcolatore tramite un terminale secondo certe regole e' enormemente piu' facile che programmare un calcolatore. Si ha allora come conseguenza un avvicinamento del calcolatore al posto di lavoro nelle aziende (e' usato direttamente dall' impiegato nell' ufficio e dall' operaio in fabbrica), l' impiego del calcolatore per usi strettamente personali (si pensi ad esempio all' attuale diffusione del "personal computer", dei calcolatori dedicati ai giochi piu' vari, ecc.) e sopratutto una diffusione capillare del calcolatore nelle piu' svariate attivita'".

    [INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, cit.]

    Orizzonti della scala interpersonale (reti) della informazione automatica

    Una brevissima considerazione: la "interfaccia personale" ha ovviamente costituito la risoluzione sociologicamente pregnante della vocazione turingiana di una macchina universale e lo studioso di reti logiche puo' quindi e letteralmente segnalare nello stesso dibattito gli orizzonti dell' inter-net-working, con anticipazione concettuale, a giudizio di chi commenta, dell' esemplare motto di Vinton Cerf ("internet is for everyone", rfc 3271):

    "Fino ad ora il calcolatore e' stato esaminato come macchina singola ... In questo ultimo decennio tuttavia si e' assistito anche al moltiplicarsi di studi e realizzazioni di "reti di calcolatori" sia con collegamento di tipo locale [...] sia con collegamenti di tipo remoto realizzati utilizzando i normali canali telefonici di comunicazione a grande distanza e quelli via satellitare.

    E poiche' reti di questo tipo esistono gia' su scala nazionale, europea e intercontinentale, siamo ormai entrati nel periodo della "telematica", cioe' in un periodo caratterizzato da quel complesso di scienze e tecniche che nascono dallo sposalizio dei sistemi di telecomunicazione con quelli dell' informatica. Il problema tecnico di cui sono gia' state sperimentate varie soluzioni ed esistono gia' le prime realizzazioni e' quello di una crescente integrazione dei metodi e dei mezzi di trasmissione dei dati, fonica, radio e televisiva allo scopo di arrivare ad una rete "unica" di telecomunicazione nazionale ed internazionale che trasmetta indifferentemente ogni tipo di informazione [...]

    I calcolatori potrebbero collegarsi in qualsiasi momento alla rete di telecomunicazioni per formare una rete di calcolatori, e un qualsiasi utente della rete potrebbe collegarsi con un calcolatore o con un rete di calcolatori per colloquiare con loro".

    [INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, cit.]

    Del software

    Nello medesimo saggio Gerace ribadiva ancora una rigorosa puntualizzazione teorica ("L' ideologia, che nelle altre macchine, e' incorporata nella struttura, e' dunque nel calcolatore inglobata essenzialmente nel programma ") Da qui la diagnosi politica:

    "Dovrebbe essere stimolata anche la istituzione di attivita' autonome specificamente rivolte verso la produzione di "software" applicativo nei problemi amministrativi e di gestione. Inoltre dovrebbe essere incentivata la costituzione di consorzi per la produzione di "software" applicativo, diversificata secondo problemi, soprattutto tra le piccole e medie inprese,, per garantire anche in questo importante comparto dell' apparato industriale italiano, lo sviluppo di tecniche moderne di gestione."

    [L' INFORMAZIONE COME RISORSA", cit.]

    Della privacy

    Importanti implicazioni vengono colte con altrettanta sensibilita' teorica:

    "L' estrema conclusione a cui si giunge e' che, come oggi la risorse piu' importante e' l' energia, domani la risorsa piu' importante sara' l' informazione. Anche se possiamo valutare con qualche scetticismo (ma non troppo) certe previsioni o almeno la loro piena realizzazione nel breve periodo, dobbiamo tener conto che gli sviluppi dell' uso dell' informatica si muoveranno nel futuro in questa direzione. Sembra percio' utile richiamare l' attenzione sulla dimensione che assumeranno in questo contesto i problemi del controllo dell' informazione, dei dati in particolare e dell' impiego dell' informatica in generale [...]

    Mentre dell' informazione individuale va protetta la privatezza, dell' informazione statistica va garantita l' accessibilita' e la diffusione."

    [INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, cit.]

    Del rapporto tecnica-politica

    Anni prima, discutendo con Stefano Rodota' (cui riconosceva di aver sviluppato il tema privacy dal dilemma istituzionale pubblico/privato della gestione al lato del controllo sociale) Gerace, che tanto aveva sottolineato, per cosi' dire dall' interno, la autonomia della competenza tecnica, richiamava la responsabilita' di quella politica - a scanso di dimissioni e impropri scambi di ruolo.

    "E' cosi' accaduto che il privato, non tanto nella fase di gestione quanto nella fase di progetto, si sia sostituito allo Stato e, dietro giustificazioni di carattere tecnico, abbia introdotto modifiche sostanziali nell' organizzazione delle sue funzioni."

    [L' INFORMATICA NELLO STATO, Atti del Convegno CNR-IRI, Giugno 1978]

    Fonti

    1. Contesto di sistema: spunti di inquadramento

    • Andronico, Cioni, De Marco, Mainetto "I primi computer italiani" online
    • Bonfanti, Dadda, Denoth, Di Giorgio, Filippazzi, Nastasi, Paoloni, Rao "50 anni di informatica in Italia" PRISTEM STORIA, Bocconi, 2005
    • Bonfanti C, "Mezzo secolo di futuro" online
    • Cuzzer A. (a cura di): "La cultura informatica in Italia; riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970" Bollati-Boringhieri, 1993.
    • Freguglia P. - Numerico T. "Le ricerche di informatica" in
      • Simili R., Paoloni G. (a cura di) "Per una storia del Consiglio Nazionale delle Ricerche", Laterza, 2001, Volume II
    • Gallino L. "Il declino dell' Italia industriale" Einaudi, 2003
    • http://cctld.it "Per una storia della telematica italiana" fonti sommario online
    • Maestrini P. "Una storia che sembra una leggenda" online
    • Perotto P. "Programma 101" online
    • Sommani M. "Primi passi dell' Internet in Italia" online
    • Soria L. "Informatica: un' occasione perduta", Einaudi, 1979

    2. Citazioni: spunti di inquadramento

    • Le raccolte postume di scritti di Gerace
      • "Le politiche dell' informatica" Editori Riuniti, 1991
      • "La logica dei sistemi di elaborazione", Editori Riuniti, 1999

      sono fuori catalogo cosi' come i suoi contributi in opere collettive e riviste. L' anniversario ventennale (4 giugno 2007) dalla scomparsa potrebbe essere utile occasione di ristampa per commemorazione e studio di "uno dei fondatori dell' informatica italiana ed uno dei piu' prestigiosi ricercatori mondiali nell' area degli automi, delle reti logiche e dei sistemi di elaborazione" (Antonelli S., Baiardi F., Vanneschi M. in Prefazione al volume del 1999).

    Biografie e memorie

    • Antonelli Baiardi Vanneschi Prefazione "La logica dei sistemi di elaborazione" cit., XI-XIII
    • Dizionario biografico degli Italiani Giovanni Battista Gerace
    • M.G. Gatti G. Sardu Profilo Biografico "Le politiche dell' informatica" cit., 173-176
    • Angelo Raffaele Meo Ricordo di Titta Gerace

    Ringraziamenti

    Nella raccolta di testimonianze per una storia delle telematica italiana Vittore Casarosa, Franco Denoth, Marco Sommani, Stefano Trumpy hanno stimolato l' interesse a mettere a fuoco la biografia e opera di Gerace - e quindi alla redazione di queste note.

    http://cctld.it desidera ringraziare Franco Denoth, Angelo Raffaele Meo, Stefano Trumpy e - in modo particolare - Maria Bruna "Uma" Baldacci Gerace per aver messo a disposizione fonti di archivio.

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