• Fonti : critiche d' apparato
      • [1] critica dei partiti
        • Marco Minghetti
      • [2] definizioni e critica della "partitocrazia"
      • [3] disintermediazione civile e politica : "the internet is for everyone"
  • Note
  • L' ingerenza dei partiti in Marco Minghetti

    Nota

    • Un libro del 1881 ha, come si suol dire, "un titolo che e' tutto un programma" : "I partiti politici e la ingerenza loro nella giustizia e nell'amministrazione".
    • Una lezione originaria, il libro [ quasi bilancio ad una "vita di potere" ], recuperata nel secondo dopoguerra (con espressione controversa e fortunata, "partitocrazia" ) da pochi e altrettanto visionari estimatori : fra questi Adriano Olivetti .
    • E un precursore lungimirante, l' autore [ il "moderato" Marco Minghetti, gia' Ministro autorevolissimo, Presidente del Consiglio ecc. : un teste insospettabile, insomma ] , anche nella critica delle interferenze della ragion politica a una contrapposta ragion tecnica.
    • Alcuni estratti vengono qui sottoposti alla eventuale considerazione di una qualche attualita' .

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    • Nella civilta' di massa infatti si sono sempre sempre succedute propensioni alla seduzione politica del dominio che in teoria dovrebbe essere il piu' intatto e salvaguardato dallo stato liberale, quello della informazione - e quindi propensioni al controllo d' establishment nei confronti di tecniche peculiari : le tecniche dei "mezzi di comunicazione".
    • In particolare oggi si rinnovano vocazioni d' interferenza, sino a disegni di cogestione politica, nei confronti di una inedita interconnessione di reti di comunicazione : sincrona, indiscriminata per accessi e contenuti.
    • La politica, in realta', difende se' stessa : ma con poca accortezza - e' in gioco infatti un disallineamento dagli esiti forse non imprevedibili fra
      • lo status delegato, sempre piu' disaffezionato, di cittadini_elettori/eletti_in_istituzione - e
      • la pratica disintermediata, sempre piu' affezionata, di cittadini_in_rete.
    • Come gia' segnalato, una interfaccia [internet] funzionalissima, il medium piu' sfuggente, autoconsistente manufatto tecnologico, agnostico, semanticamente spoglio, restituisce, in fine e finalmente, ad ogni persona (every-one) una ambizione antica (e un appeal moderno) : essere soggetto di comunicazione.
    • [Ma come sempre ogni cosa vale non per quanto rende ma per quanto costa : essere soggetto di rete implica l' essere terminale di rete].

    INTRODUZIONE

    • Il problema è il seguente: - In qual modo si possa assicurare la imparzialità nella giustizia e nell'amministrazione sotto un governo di partito -
    • Giovi dichiararlo più distintamente. Il Governo costituzionale, e più ancora il governo parlamentare, quale oggi prevale agli altri in molte parti dell'Europa e dell'America con varie forme, è sempre un governo di partito.
    • Esso come ogni umana cosa ha pregi e difetti che gli sono inerenti, e per l'indole sua stessa inevitabili, quand'anche il partito che governa si tenga strettamente nella cerchia dell'azione politica.
    • Ma ogni partito tende naturalmente ad uscirne e ad esercitare un'ingerenza indebita nella giustizia e nell'amministrazione, e ciò al fine di conservare e di estendere la sua propria potenza.
    • Gli effetti che da questa indebita ingerenza derivano sono gravissimi, e producono perturbazioni e iattura ai diritti e agli interessi dei cittadini che le istituzioni libere sarebbero invece destinate a tutelare.
    • Avvegnacché ogni costituzione ed ogni buon governo debba avere per iscopo di rendere la giustizia uguale a tutti, e di amministrare nel solo intento del pubblico bene: e questo è quel che più sta a cuore del popolo, il quale sente che da ciò dipende l'ordine, la sicurezza e la prosperità.
    • Ma quando per gli influssi del partito che governa avviene il contrario, se il male giunge ad un certo grado, si può dire che la forma spegne la sostanza, e per usare una locuzione moderna vien meno il contenuto delle istituzioni.

    [pagine 2-3]

    PRIMO CAPITOLO

    Del governo parlamentare come governo di partito

    Dei pregi e dei difetti che gli sono inerenti

    • Gravissima è per me la contraddizione fra il motivo onde gli uomini politici sono innalzati al governo della cosa pubblica, e una delle tendenze più spiccate del tempo moderno.
    • Imperocché il progresso delle scienze, e la divisione del lavoro che ognor più si attua in ogni maniera di opere, e di produzione, sembrano richiedere che il governo sia posto nelle mani non solo degli uomini più capaci in modo generico, ma di quelli che sono più specialmente versati, e propriamente periti nelle parti che debbono esercitare.
    • Avverta bene questo punto il lettore, che al nostro tempo ogni pubblico servigio tende a diventare scientifico e tecnico.
    • Ora la forma parlamentare e il governo di partito sono l'antitesi di questo principio. Imperocché nella scelta di un ministro più che della competenza si dee tener conto delle opinioni politiche che egli professa: laonde se le due cose si trovano riunite in un uomo, egli è più per accidente che per intrinseca necessità.
    • Si direbbe quasi che l'uomo di partito debba avere per virtù infusa tutte le attitudini, avvegnacché non sia raro il caso che venga chiamato indifferentemente a reggere le finanze, la marina o i lavori pubblici. Il quale difetto si riscontra eziandio presso di noi, e fa pietà veder tal fiata collocati a reggere un dicastero tecnicissimo degli uomini che in vita loro nulla mai conobbero, nulla mai studiarono della materia.

    [pagine 78-79]

    • Ognun vede che di fronte ai pregi del governo di partito stanno non pochi difetti. Oltre a quelli accennati da Lord Brougham, io vi scorgo la negazione della tendenza scientifica e tecnica, la parzialità e la esagerazione delle idee, la repugnanza infine a conciliare i dissidi col partito avverso, anche laddove il farlo sia agevole ed utile alla patria.

    [pagina 80]

    SECONDO CAPITOLO

    Di altri mali conseguenti dal governo di partito

    Sue indebite ingerenze nella giustizia e nell' amministrazione

    • E lo Stato, fornisce esso medesimo pubblici servigi importantissimi come le poste, i telegrafi, le ferrovie da esso esercitate.

    [pagina 93]

    • Laonde avviene che, compiuta la elezione e soprattutto quella del presidente, un nugolo di pretendenti si cala intorno ad esso, e ciascuno fa valere i suoi diritti ai migliori impieghi per l'opera prestata, imperocché è noto che il nuovo capo della repubblica può licenziare tutti gl'impiegati, e nominarne altri a lui meglio affetti: e inoltre è mestieri contentare i capitalisti i quali hanno fornito i denari per le spese della elezione, colla mira di far qualche operazione di finanza col governo, o di ottenere qualche concessione di miniere, di ferrovie, o di altre imprese.
    • Così ogni quattro anni si rinnova quella che con frase scolpita un recente scrittore americano chiamò la balìa del pubblico saccheggio

    [pagina 112, in riferimento alla esperienza americana]

    • Leggasi l'inchiesta sulle ferrovie, e si vedrà qua e colà uscir fuori delle deposizioni in questo senso: che i deputati invece di fare i legislatori fanno i sollecitatori d'affari ferroviari. Uno degli interrogativi, testimonio competente ed autorevole, risponde così: "Bisognerebbe che l'amministrazione delle ferrovie fosse libera da tutte le influenza parlamentari; a questa sola condizione, essa potrebbe camminare bene. Ma mi si permetta di ripeterlo, nessuna amministrazione, e molto meno una amministrazione ferroviaria, che ha infiniti rapporti col pubblico, potrà procedere regolarmente e bene, se vi si mescolano le influenze e le esigenze parlamentari"

    [pagina 156]

    • E per verità quando si combatteva il concetto dell'esercizio ferroviario governativo non mancarono molti i quali nella discussione accamparono il pericolo che nella scelta degli impiegati, e nella condotta della impresa le ragioni politiche prevalsero alle tecniche.

    [pagina 157]

    • Ho detto sopra che la tendenza scientifica del nostro tempo produce l'effetto d'introdurre l'elemento tecnico in ogni parte della cosa pubblica; e l'elemento tecnico è il contrapposto dell'elemento politico, e quanto più quello prevarrà tanto più questo restringerà la sua efficacia, se pure non si trovi come in meccanica una risultante delle due forze.

    [pagina 218-219]

    QUARTO CAPITOLO

    Dei rimedi

    • Qual legge applicherebbe il tribunale sul merito di un tracciato di ferrovia? Mancherebbe ogni base di sentenza.

    [pagina 276]

    • Imperocché l'ordinamento del governo, la maniera delle elezioni, le guarentigie della rappresentanza non sono al certo l'obbietto precipuo al quale mira il cittadino. Il quale vuole godere la massima libertà personale che sia compatibile colla sicurezza sociale, vuole che la giustizia sia fatta sempre e imparzialmente, vuole che l'amministrazione sia condotta con facilità, speditezza, e regolarità e col rispetto del diritto di tutti.
    • E' questo, secondo la frase moderna, il contenuto vero e sostanziale delle istituzioni politiche, le quali perciò si riguardano piuttosto come mezzi al fine di assicurare siffatti beneficii al cittadino.
    • Ciò posto, la ragione e la esperienza dimostrano che il governo parlamentare è un governo di partito, e come tale ha la tendenza a favoreggiare gli amici, e ad opprimere gli avversari, e quindi s'ingerisce indebitamente nella giustizia e nell'amministrazione, e ne perturba l'andamento, e ne guasta gli effetti salutari.
    • Di tal guisa la forma distrugge la sostanza, e i mezzi tanto vantati a guarentigia. Si trovano essere i contraddizione col fine.
    • Ora se questi fatti fossero inevitabili, bisognerebbe concluderne che il governo parlamentare poco s'addice a più matura civiltà. Io son lungi dal pronunziare siffatta sentenza, anzi mi sforzai di delineare alcuni rimedi che mi parrebbero convenienti a prevenire il male o a ripararlo; ma non dubito di affermare che il problema proposto affaticherà ancora lungamente le menti degli studiosi. Io sarò pago di averli chiamato a meditare intorno a siffatto tema, e di avere lumeggiato taluno dei suoi aspetti più degni di nota.
    • Ma ciò che mi pare indubitabile si è questa conclusione: che la durata e la efficacia del sistema parlamentare dipenderanno molto dal suo collegamento con ordini tali, i quali salvino la giustizia e l'amministrazione dalla ingerenza dei partiti politici.

    [pagine 325-326]

    Capitolo III Se sia possibile un governo parlamentare senza partiti PDF Mb 7.6

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