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"La nazione degli uomini studiosi è una sola: è la nazione d’Omero e di Dante, di Galileo e di Bacone, di Volta e di Linneo, e di tutti quelli che seguono i loro esempi immortali; è la nazione delle intelligenze, che abita tutti i climi e parla tutte le lingue.

Al di sotto di essa sta una moltitudine divisa in mille patrie discordi, in caste, in gerghi, in fazioni avide e sanguinarie, che godono nelle superstizioni, nell’egoismo, nell’ignoranza, e amano e difendono talora l’ignoranza stessa, come se fosse il principio della vita e il fondamento dei costumi e della società"

    • Carlo Cattaneo
    • Il Politecnico
    • Annata 1840, Prefazione

I

  • Critica dello Stato, critica dei partiti, critica delle relazioni civili, sono ovviamente partite ben distinte. Il loro studio ed il loro esercizio sono standard nei cicli normali ed enfatizzati nei cicli di crisi.
  • E' invece generalmente repulsa per istitnto [e qualche interesse appunto di casta gergo fazione] una critica della ragion politica, ma si tratta di un riflesso condizionato piuttosto elementare: l' illusione ultima [di chi ha perso tutte le altre] che la politica debba essere salvata secondo il piu' ingenuo ed elusivo criterio : sempre, ad ogni costo.
  • Ma cio' "non funziona", non puo' funzionare : particolarmente a partire da un tragico "secolo breve" sia le discipline formali che quelle sociali sono sottoposte a critica dei fondamenti, e tutto viene sistematicamente [o meno] demitizzato : prescrizioni esistenziali , descrizioni scientifiche , Parola , Verbo.
  • ...
  • Iscritte gnosi e fede "tra le parentesi" di indecidibilita' e tolleranza - sospeso ogni giudizio - rimane un metodo .
  • Conoscere e' criticare.
  • Senza beneficio d' eccezione.

II

  • C' e' quindi un prezzo che e' patetico voler pagare : sottrarre [unica] la ragion politica a critica empirica e fondamentale : e con cio' stesso, a verifica, falsificazione - e in fine a vigile costume autocritico.
  • In tale condizione ovviamente la politica si disallinea e in fine si dimette dalle contraddizioni e sfide delle mutazioni civili , ideologiche, tecnico-scientifiche , economico-finanziarie .. : perde passato , futuro , e causa, progetto.

III

  • Perde, molto semplicemente, la propria "ragione".
  • Produce quindi una concatenazione sconcertante di 'stati di eccezione' ; e a cicli risolve e interpreta essa stessa una sua estrema contraddizione [eterogenesi dei fini, antinomia, degenerazione di servizio, chiamiamola come vogliamo] : la critica, e la crisi, della democrazia.
  • Cioe' contamina e degrada proprio quella fondamentale civile potenzialita' [di sbagliare non irrevocabilmente] che andrebbe salvaguardata, essa si', unica, "sempre", "ad ogni costo".
  • Quando la crisi arriva a tale punto di rottura, quando la macchina logica e fisica della politica "consuma piu' di quanto produce", crea problemi di rango superiore a quelli che risolve, perde con la ragione costitutiva anche la funzione, "perde il feedback", innesca piu' reazione che azione, piu' conflitto che risoluzione (quando "il nome della guerra" e' peacekeeping), e il suo stile di lavoro si palesa sempre meno all' altezza dei bottoni che il suo establishment ha il potere di schiacciare --- forse allora e' il caso di ricercare tecniche appropriate.
  • Per quel poco o tanto che possa valere, ad esempio, nella informazione automatica si "resetta il programma" involuto e lo si ricompila: ripartendo dai fondamentali.

IV

  • Ovvero, risolto in termini ... politici : ripartendo da una riflessione spregiudicata [=senza pregiudizi] sugli appassionati Atti di quella Assemblea Costituente che Giorgio Napolitano suggeriva saggiamente di studiare a scuola.
  • Con cio' stesso la politica, sotto questo criterio, non va' quindi ingenuamente "fatta fuori" [il ben noto "tagliarsi i coglioni"] : ma andrebbe , molto piu' modestamente, ed efficientemente, resettata.
  • Senza scorciatoie, e senza dimettersi fideisticamente ad un partito [le crisi del primo dopoguerra] ... a due partiti : le crisi del secondo dopoguerra, costanti dal 1953 in una ricorsiva rivelatrice illusione di risolvere con tecniche elettorali d' eccezione [che hanno tutte in comune l' assioma che un voto non vale 'mai' un voto, ma 'sempre' piu' di uno, o meno di uno] il problema politico della rappresentazione istituzionale delle constituencies civili.
  • Resettata : come avviene in economia, nel diritto, nella struttura delle rivoluzioni tecnico scientifiche, negli amori, nelle solitudini, quando un sistema - qualunque sistema, piu' o meno "esperto" - va' in entropia.

V

  • La ragione fenomenologica della politica e' il potere, la sua critica e' fenomenologia del potere.
  • Al netto di una suggestione ricorsiva [anche in Italia : Capitini : "il potere e' di tutti"], il suo studio e' critica dell' intermediazione civile e delle articolazioni ed estensioni del suo dominio.
  • L' archivio della ragion politica e' fecondo quanto le fonti della sua critica, e una documentazione di tali fonti puo' essere di servizio alla considerazione di un rinvenuto potere prossimo alle persone, alle loro essenziali comunita', e consociazioni.
  • La sua scommessa permanente, e specialmente nei passaggi di crisi, e' generare ancora una possibilita' dopo l' ultima per riequilibrare la dialettica tra civis e polis , e in sostanza per riabilitare quella responsabilita' civile che fonda una militanza originaria.

VI

  • Questo archivio web documenta fonti e annota critiche della ragion politica [qui ovviamente 'selezionate', una traccia di documentazione discreta che chiama integrazioni e approfondimenti] prodotte e divulgate in Italia a partire dal Risorgimento.
  • In particolare le prime due sezioni raccolgono documenti sui disallineamenti di principio e materiali fra la politica e la propria "ragione sociale" : fra stato e comunita' ; fra partito e cittadino.
  • La terza sul disallineamento fra processi politici e processi tecnico-scientifici ; la quarta sulla involuzione e le reificazioni gergali del linguaggio della politica.

VII

  • In tutte le sezioni e' sottesa, ed emerge cronicamente , una particolarissima difficolta' politica a rappresentare correttamente a se stessa la ragion tecnica e le mutazioni civili del rapporto uomo ~ macchina : dalla prima rivoluzione industriale, a quella della informazione~automatica, a quella telematica.
  • Particolarmente sfuggente alla sensibilita' politica un protocollo di comunicazione e relazione "for-everyone" , per ogni persona, a disintermediazione perfetta, per indiscriminazione d' accessi e contenuti.
  • L' inter-net-working e' "uno specchio del mondo" [Vinton Gray Cerf] : accoppia in parita' e riflette e disvela ogni linguaggio e gergo [neutralizzazione semantica] , e ogni fazione [neutralizzazione ideologica].
  • In funzione di quella disintermediazione e di questa neutralizzazione , internet e' strutturalmente "una critica della ragion politica".
  • ...
  • Ma poiche', come si diceva all' inizio di questo ragionamento, "conoscere e' criticare - senza beneficio d' eccezione" ... se, e quando , e laddove , e nella misura in cui, internet diventa linguaggio , gergo, fazione - si costituisce in ennesimo "pensiero unico" - diventa "uno specchio di se stessa" - non e' piu' internet.
  • ...
  • Perde, anch' essa, pateticamente, la propria "ragione".

sul titolo

  • "The title sounds pretentious, I know. But the reason for that is precisely its own excuse. Since the nineteenth century, Western thought has never stopped labouring at the task of criticising the role of reason - or the lack of reason - in political structures."
    • Michel Foucault
    • Omnes et Singulatim, Towards a Criticism of ‘Political Reason’
    • Tanner Lectures, 10, 16 ottobre 1979
  • Due lustri dopo la lettura di Foucault la espressione "critica della ragion politica" e' stata ripresa e incisa a titolo di un volume di Régis Debray
    • Critique de la raison politique, Gallimard, 1981

post scriptum

  • il sistema conosciuto piu' complesso e' la vita , e' 'incommensurabile' alla politica , e per silente esperto proverbio popolare la vita e' piu' importante della politica
  • la politica e' piu' complessa delle sue "parti" : dei partiti - e delle istituzioni
  • in Italia, alla edizione di questo servizio web, il numero di cittadini "parte di partito" e delle istituzioni rasenta il 2% dei cittadini elettori, e i guppi dirigenti ne rappresentano ulteriore frazione
  • in Italia una generazione dirigente prima [evocata da nomi di eminente profilo forgiato nel dramma totalitario inciso in due guerre mondiali : Croce, De Gasperi, Terracini ...] fu Costituente
  • ad una generazione seconda di alta e coerente formazione [i Moro , i Berlinguer, per intenderci] , segue un processo di de-generazione [popolarizzato da mani pulite] denominato , sia dagli apocalittici che dagli integrati , con disinvolta presunzione e un tratto di inconsapevole sense of humour , seconda repubblica : laddove protagonisti impari in tumultuoso avvicendamento non si sono mostrati all' altezza ne' di attuare incisivamente la Costituzione 1948 , ne' di modificarla razionalmente.

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Collegamenti esterni, fonti e ricerche

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