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"La nazione degli uomini studiosi è una sola: è la nazione d’Omero e di Dante, di Galileo e di Bacone, di Volta e di Linneo, e di tutti quelli che seguono i loro esempi immortali; è la nazione delle intelligenze, che abita tutti i climi e parla tutte le lingue.

Al di sotto di essa sta una moltitudine divisa in mille patrie discordi, in caste, in gerghi, in fazioni avide e sanguinarie, che godono nelle superstizioni, nell’egoismo, nell’ignoranza, e amano e difendono talora l’ignoranza stessa, come se fosse il principio della vita e il fondamento dei costumi e della societa'."

I

  • Critica dello Stato, critica dei partiti, critica delle relazioni civili, sono ovviamente partite ben distinte. Il loro studio ed il loro esercizio sono standard nei cicli normali ed enfatizzati nei cicli di crisi.
  • E' invece generalmente repulsa per istitnto [e qualche interesse appunto di casta gergo fazione] una critica della ragion politica, ma si tratta di un riflesso condizionato piuttosto elementare: l' illusione ultima [di chi ha perso tutte le altre] che la politica debba essere salvata secondo il piu' ingenuo ed elusivo criterio : sempre, ad ogni costo.
  • Ma cio' "non funziona", non puo' funzionare : particolarmente a partire da un tragico "secolo breve" sia le discipline formali che quelle sociali sono sottoposte a critica dei fondamenti, e tutto viene sistematicamente [o meno] demitizzato : prescrizioni esistenziali, descrizioni scientifiche, parola, Verbo.
  • ...
  • Iscritte gnosi e fede "tra le parentesi" di indecidibilita' e tolleranza - sospeso ogni giudizio - rimane un metodo .
  • Conoscere e' criticare.
  • Senza beneficio d' eccezione.

II

  • C' e' quindi un prezzo che e' patetico voler pagare : sottrarre [unica] la ragion politica a critica empirica e fondamentale : e con cio' stesso, a verifica, falsificazione - e in fine a vigile costume autocritico.
  • In tale condizione ovviamente la politica si disallinea e in fine si dimette dalle contraddizioni e sfide delle mutazioni civili, ideologiche, tecnico-scientifiche, economico-finanziarie .. : perde passato, futuro, e causa, progetto.

III

  • Perde, molto semplicemente, la propria "ragione".
  • Produce quindi una concatenazione sconcertante di 'stati di eccezione' ; e a cicli risolve e interpreta essa stessa una sua estrema contraddizione [eterogenesi dei fini, antinomia, degenerazione di servizio, chiamiamola come vogliamo] : la critica, e la crisi, della democrazia.
  • Quando la crisi arriva a tale punto di rottura, quando la macchina logica e fisica della politica "consuma piu' di quanto produce", crea problemi di rango superiore a quelli che risolve, perde con la ragione costitutiva anche la funzione, "perde il feedback", innesca piu' reazione che azione, piu' conflitto che risoluzione (quando "il nome della guerra" e' peacekeeping), c' e' un esito da mettere in conto probabile.
  • Un degrado dei processi di controllo e comando, un establishment sempre meno all' altezza dei bottoni che ha il potere di schiacciare.
  • Forse allora e' il caso di ricercare tecniche appropriate di riabilitazione.
  • Per quel poco o tanto che possa valere, ad esempio, nella informazione automatica si "resetta il programma" involuto e lo si ricompila: ripartendo dai fondamentali.

IV

  • Ovvero, risolto in termini ... politici : ripartendo da una riflessione spregiudicata [=senza pregiudizi] sul 'programma originario', sugli appassionati Atti di quella Assemblea Costituente che Giorgio Napolitano suggeriva saggiamente di studiare a scuola.
  • Con cio' stesso la politica, sotto questo criterio, non va' quindi ingenuamente "fatta fuori" [il ben noto "tagliarsi i coglioni"]
  • Specularmente, potrebbe risultare fecondo ridurre il disallineamento fra forme e tecniche politiche [e giuridiche quindi] e linguaggi formali, in specie protocolli sperimentali standard e prototipi: per chiudere l' argomento, quando serve - resettare.
  • Senza scorciatoie, e senza dimettersi fideisticamente ad un partito [le crisi del primo dopoguerra] ... a due partiti : una crisi italiana corrente [o 'seconda repubblica', come si recita con discreto sense of humour] da vent' anni in 'disturbo bipolare'.
  • Resettare : come avviene in economia, nel diritto, nella struttura delle rivoluzioni tecnico scientifiche, negli affari, negli amori, nelle solitudini, quando un sistema - qualunque sistema, piu' o meno "esperto" - va' in entropia.

V

  • La semantica della politica e' l' egemonia del protocollo pubblico, la pragmatica dei partiti e' il potere. La loro crisi e' la medesima delle estensioni e articolazioni del loro dominio : detto con altro dizionario, crisi dell' intermediazione ideologica e civile.
  • La loro critica e' fenomenologia dell' egemonia e fenomenologia del potere.
  • L' archivio della ragion politica e' quindi fecondo quanto le fonti della sua critica, e una considerazione di tali fonti puo' contribuire a demistificare qualche dialettica tra civis e polis.

VI

  • Questo archivio web documenta fonti e annota critiche della ragion politica [qui ovviamente 'selezionate', una traccia di documentazione discreta che chiama integrazioni e approfondimenti] prodotte e divulgate in Italia dal tempo di una drammatica innovazione tecnologica d' interfaccia uomo-macchina [prima rivoluzione industriale] che marco' le successive, e quindi dal suo contesto di Risorgimento culturale e politico.
  • In particolare le prime due sezioni raccolgono documenti sui disallineamenti di principio e materiali fra la politica e la propria "ragione sociale" : fra stato e comunita' ; fra partito e cittadino.
  • La terza sul disallineamento fra processi politici e processi tecnico-scientifici ; la quarta su alcune evoluzioni e involuzioni del linguaggio della politica.

VII

internet e il suo doppio : appunti per una critica della ragion telematica

yin

  • In tutte le sezioni e' sottesa, ed emerge cronicamente, una particolarissima difficolta' politica a rappresentare correttamente a se stessa la ragion tecnica e le mutazioni civili del rapporto uomo ~ macchina : dalla prima rivoluzione industriale, a quella della informazione~automatica, a quella telematica.
  • Particolarmente sfuggente alla sensibilita' politica un processo protocollare di comunicazione e relazione per_ogni_persona, a disintermediazione perfetta, per indiscriminazione d' accessi e contenuti.
  • L' inter-net-working e' "uno specchio del mondo" (come annota Vinton Gray Cerf): accoppia in parita' e riflette e disvela con fine euristica ogni linguaggio e gergo (neutralizzazione semantica) e ogni fazione (neutralizzazione ideologica): e per contrappasso tante immature controreazioni all' internet sono, semplicemente, iconoclaste.
  • In funzione di quella disintermediazione e di questa neutralizzazione, internet e' strutturalmente "una critica della ragion politica".

P. Baran, “On Distributed Communications Networks”, IEEE Trans. Comm. Systems, March 1964

per nulla a caso referenza prima di

Leiner, Cerf, Clark, Kahn, Kleinrock, Lynch, Postel, Roberts, Wolff "Brief History of the Internet"

  • È plasticamente autoevidente come il modello distribuito di relazioni comunicative possa disallinearsi e confliggere con i modelli politici centralizzati e decentralizzati (addizione, sottrazione, moltiplicazione/ divisione dei poteri.. centralismo/federalismo, ecc.) di relazioni sociali ed istituzionali.
  • .
  • Non c'e' nulla, come l' internet (metàfora, allegorìa, e teatro, di macchina di Turing "a nastro infinito"), che possa registrare l' informazione [Nota].

yang

  • Ma i tre grafi connotati impeccabilmente da Baran non vivono in purezza incapsulati e scissi negli empirei di ideologie autosufficienti esclusive e repulsive - e non sono materiali modelli chiusi.
  • Sono attratti : accade che il loro disallineamento sia mediato quando e laddove loro Stazioni e loro Link si sovrappongono e distorcono per materiali interessi concorrenti, quando non convergenti.
  • E sono incarnati : noi siamo soggetti, e quindi siamo terminali, di un pendolarismo eccentrico fra informazione e potere.
  • Appare utile per cio' ridisegnare a partita cio' che e' gia' a intenso mercato politico: le intrecciate tensioni d' egemonia fra quei modelli, le retroazioni autocorrettive, le convenzioni di riadattamento opportunistico, e ovviamente, per non farci mancar nulla, le dissolvenze incrociate di compromesso.
  • In altri termini: metodologicamente, sara' prudente mettere i modelli di Baran in prospettiva.

  • Partita per nulla risolta, mercato per nulla deciso - e scenari impregiudicati: come si diceva all' inizio di questo ragionamento, conoscere e' criticare 'senza beneficio d' eccezione'. E non sarebbe neppure irresponsabile - ma solo banalmente stupido - rimuovere ed esiliare una critica della ragion informatica, e telematica.
  • Come la linda armatura del Cavaliere inesistente di Calvino, l' architettura di internet e' vuota, e la sua non piu' vergine fisiologia (peraltro di non immacolata concezione: D.A.R.P.A.) "coltiva", con rara efficienza, le proprie patologie.
  • E quando si parla di imprevedute reintermediazioni e verticalizzazioni, si evoca appunto un accasamento fecondo di strutture e funzioni centralizzate/decentralizzate nella griglia distribuita.
  • Laddove l' interconnessione di reti s' incapsula ad enclave, fazione, tribu' - declina e sfigura il linguaggio in gergo.
  • Laddove una mano del mercato invisibile solo ai puri di cuore, consente poteri e oligopoli - degrada la euristica originaria 'the internet is for every-one' alla conformistica ambizione di "pensiero unico", ennesimo, mediocre. {Vecchia faccenda, lezione rimossa, non parte dalle cronache di internet, ma dalla storia dell' informatica}.
  • Con impeccabile simmetria, in entrambi i casi, diventa "uno specchio di se stessa".
  • Disperde, e perde, anch' essa, pateticamente, la propria ragione.
  • Non e' piu' internet - e' "il suo doppio".
  • .
  • Non c' e' nulla, come l' internet, che possa sputtanare l' informazione.

sul titolo

  • "The title sounds pretentious, I know. But the reason for that is precisely its own excuse. Since the nineteenth century, Western thought has never stopped labouring at the task of criticising the role of reason - or the lack of reason - in political structures."
    • Michel Foucault
    • Omnes et Singulatim, Towards a Criticism of ‘Political Reason’
    • Tanner Lectures, 10, 16 ottobre 1979
  • La espressione "critica della ragion politica" fu successivamente incisa a titolo di un volume di Régis Debray
    • Critique de la raison politique, Gallimard, 1981

Collegamenti esterni, fonti e ricerche

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